Artrite reumatoide infantile

Appunto audio Durata: 6 min 25 sec
Descrizione

L'artrite reumatoide infantile (ARI) è una malattia cronica di interesse prevalentemente internistico e reumatologico ma con aspetti clinici e terapeutici anche di competenza ortopedica in quanto, sebbene abbia localizzazione sistemica sui tessuti di origine mesenchimale, si localizza prevalentemente alle articolazioni. Se non trattata, la malattia evolve verso una progressiva deformità di una o più articolazioni e può portare alla impotenza funzionale completa.

Tipologia

Università

Testo completo

L'artrite reumatoide infantile (ARI) è una malattia cronica di interesse prevalentemente internistico e reumatologico ma con aspetti clinici e terapeutici anche di competenza ortopedica in quanto, sebbene abbia localizzazione sistemica sui tessuti di origine mesenchimale, si localizza prevalentemente alle articolazioni.
Se non trattata, la malattia evolve verso una progressiva deformità di una o più articolazioni e può portare alla impotenza funzionale completa.
Nei casi ad interessamento sistemico il coinvolgimento delle membrane sierose cardiache e polmonari, può portare a gravi complicazioni di tipo generale, talvolta anche letali.
La prognosi dell'ARI dipende da numerosi fattori tra i quali l'estensione delle lesioni (sistemica, poli o pauciarticolare), l'età del paziente, la reattività personale e familiare, la precocità della diagnosi, l'esperienza reumatologica del primo medico che prende in cura il bambino e il trattamento precoce e corretto.
Il decorso della malattia, è molto variabile e spesso imprevedibile, per cui la terapia deve essere personalizzata e deve essere costantemente ridiscussa.
Gli scopi della terapia sono comuni nelle diverse varietà e si possono così riassumere:
- controllare la risposta infiammatoria sistemica e d'organo (e quindi il dolore);
- mantenere una buona funzionalità articolare;
- assicurare un adeguato sviluppo psicofisico ed una normale vita di relazione;
- cercare di influire sul decorso prevenendone le eventuali complicazioni.
A questo fine, la terapia non sarà soltanto farmacologica ma si anche fisica, ortopedica e chirurgica.
Mentre in passato si raccomandava l'assoluto riposo articolare, oggi si attribuisce alla terapia fisica ed in particolare al movimento articolare ed alla ginnastica muscolare isometrica o isotonica, una importanza fondamentale.
La chinesiterapia ha infatti il compito, non solo di accelerare il ricambio metabolico locale allontanando i cataboliti tossici (per la cartilagine e per la stessa sinoviale), ma anche di mantenere trofica la cartilagine articolare evitando gli sfaldamenti e le irregolarità superficiali e di impedire le rigidità articolari che sono causa di gravi danni funzionali e della ulteriore progressione della malattia.
La terapia fisica è inoltre indispensabile nei pazienti che necessitano di un trattamento chirurgico, al fine di migliorarne gli esiti sia immediati che a distanza.
La chirurgia dell'ARI riveste un ruolo importante a completamento dei processi terapeutici medici e fisici, in numerose circostanze. Oggi infatti il 10% dei pazienti affetti da ARI è sottoposto a terapia chirurgica (Ansell e Swann) e questa percentuale sale al 25% se si prendono in considerazione anche le mobilizzazioni in narcosi, i lavaggi articolari ed altre procedure minori.
Le finalità del trattamento chirurgico possono essere terapeutiche, profilattiche e riparatrici o sostitutive.
Tra gli interventi terapeutici ci sono le sinoviectomie che secondo alcuni possono influenzare l'evoluzione locale della malattia, ed esercitare un effetto sistemico influendo favorevolmente anche nelle sedi a distanza da quella operata.
Gli interventi profilattici hanno lo scopo di prevenire alcune deformità derivanti dall'evoluzione della malattia, cole le deviazioni assiali degli arti, gli iperallungamenti, le retrazioni muscolo tendinee, le deformità articolari ecc..
Alcune tenotomie, capsulotomie ed osteotomie raggiungono questo scopo: cioè attenuano o modificano gli assi di carico, sia nella statica che nella dinamica dell'articolazione, limitando così i danni cartilaginei e riducendo le possibilità di ulteriori deviazioni assiali in corrispondenza delle articolazioni interessate.
La funzione riparatrice o sostitutiva della terapia chirurgica prevede gli interventi di artrotomia, di resezione articolare e di artroprotesi, che non sono frequentissimi nei bambini ma hanno una precisa indicazione non soltanto nelle patologie giunte troppo tardi all'osservazione del reumatologo, ma anche in alcuni pazienti nei quali poco ha potuto la terapia medica, fisica e chirurgica precoce.
Gli interventi chirurgici, nella ARI possono essere suddivisi in interventi sulle articolazioni, sulle parti molli e sullo scheletro.
L'ARI è quindi una malattia evolutiva che conduce a gravissime alterazioni articolari, ma che può essere controllata dalla terapia medica, fisica e chirurgica il cui impegno è però soprattutto rivolto a riparare i danni irreversibili, a prevenirne altri o addirittura per demolire parti distrutte e sostituirle con protesi artificiali. L'intervento del chirurgo però non sempre è definitivo e risolutore perché la malattia nel continuare il proprio corso, spesso invalida i risultati, ripristinando le deformità o stimolando l'organismo al rigetto dei materiali impiantati.
Ma lo scopo fondamentale del trattamento chirurgico è, nella maggior parte di casi, di alleviare il dolore, consentire la funzione articolare e migliorare le possibilità di vita di relazione di individui altrimenti destinati all'immobilità.