Barack Obama

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Descrizione

Barack Hussein Obama II è nato ad Honolulu il 4 agosto 1961, da Barack Hussein Obama Senior, studente straniero del Kenya ed ex pastore di capre, e da Ann Dunham del Kansas. Il 4 novembre 2008 è stato eletto come 44° Presidente degli Stati Uniti e si è insediato ufficialmente il 20 gennaio 2009. È il primo afroamericano nella storia d'America a diventare presidente.

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Testo completo

Barack Hussein Obama II è nato ad Honolulu il 4 agosto 1961, da Barack Hussein Obama Senior, studente straniero del Kenya ed ex pastore di capre, e da Ann Dunham del Kansas.
Il 4 novembre 2008 è stato eletto come 44° Presidente degli Stati Uniti e si è insediato ufficialmente il 20 gennaio 2009. È il primo afroamericano nella storia d'America a diventare presidente.
Barack Obama ha frequentato le scuole elementari dai 6 ai 10 anni a Giacarta, dove la sua famiglia si era trasferita dopo il secondo matrimonio della madre. A dieci anni è tornato ad Honolulu per ricevere un'istruzione migliore. Si è diplomato nel 1979 con ottimi voti. Dopo il liceo, ha studiato per un paio d'anni all'Occidental College e poi si è trasferito al Columbia College della Columbia University, dove si è laureato in scienze politiche, con una specializzazione in relazioni internazionali. Dopo la laurea ha lavorato per un anno alla Business International Corporation, una società che dava notizie economiche di carattere internazionale alle aziende clienti. Poi si è trasferito a Chicago, per dirigere un progetto no-profit, che assisteva le chiese locali nell'organizzazione di programmi di apprendistato per i residenti dei quartieri poveri nel South Side. Nel 1988 ha lasciato Chicago per studiare giurisprudenza ad Harvard. Nel 1989, durante uno stage estivo presso uno studio legale specializzato in diritto societario, ha conosciuto Michelle Robinson, che ha sposato nel 1992 presso la Trinity United Church of Christ di Chicago e dalla quale ha avuto due figlie, Malia nel 1998 e Natasha nel 2001. Nel febbraio 1990 è diventato il primo presidente afroamericano della famosa rivista Harvard Law Review e nel 1991 si è laureato magna cum laude.
Tornato a Chicago, ha diretto un movimento per far registrare al voto il maggior numero possibile di elettori ed ha lavorato come avvocato associato per difendere organizzazioni impegnate nella salvaguardia dei diritti civili e del diritto di voto. Dal 1993 fino all'elezione al Senato federale nel 2004 ha insegnato diritto costituzionale alla facoltà di legge dell'Università di Chicago.
L'impegno politico di Obama è iniziato nel 1992, quando ha aiutato Bill Clinton nelle elezioni presidenziali, portandogli circa 100.000 voti. Nel 1993 ha inoltre favorito l'elezione al Senato di Carol Moseley Braun, la prima donna afro-americana che è diventata senatrice. Nel 1996 è stato eletto al senato dell'Illinois dal 13° distretto nel quartiere Hyde Park, nell'area meridionale di Chicago. Nel 2000 si è candidato per le elezioni primarie del Partito Democratico, che avrebbero dovuto scegliere il rappresentante congressuale per l'Illinois, ma è stato sconfitto dall'altro candidato, Bobby Rush. Nel 2002 si è candidato di nuovo per la stessa carica. Nel gennaio 2003 è stato nominato presidente del Comitato della Sanità e dei Servizi umani del Senato. Le elezioni in Illinois per scegliere il nuovo senatore che avrebbe rappresentato lo stato al congresso degli Stati Uniti si sono svolte nel novembre del 2004 e Obama ha superato nettamente lo sfidante Alan Keys, scelto dal Partito Repubblicano dopo l'abbandono durante la campagna elettorale di Jack Ryan, che aveva vinto le elezioni primarie. Il 4 gennaio 2005 Obama ha giurato come senatore.
A quattro mesi dal suo arrivo al senato, il TIME lo ha proclamato uno dei 100 personaggi più influenti del mondo, definendolo "uno dei più ammirati politici in America".
Nell'ottobre 2005 è stato nominato dalla rivista britannica New Statesman come uno dei "10 personaggi che possono cambiare il mondo".
Il 10 febbraio 2007 ha annunciato ufficialmente la sua candidatura per le elezioni presidenziali.
Le voci su una possibile candidatura si erano intensificate dopo la vittoria al Senato Federale nel novembre 2004 ed in varie occasioni era stato chiesto al senatore se avrebbe intrapreso la corsa alla Casa Bianca. Dopo lungo un testa a testa Obama ha battuto a sorpresa, alle elezioni primarie del Partito Democratico, l'ex first lady e senatrice dello stato di New York Hillary Clinton, che era considerata dai sondaggi la grande favorita alla corsa per la Casa Bianca. Le elezioni primarie per la scelta del candidato democratico sono iniziate il 3 gennaio 2008 e, con la vittoria in Montana del 3 giugno 2008, Obama ha ottenuto il quorum necessario per la nomination alla convention democratica di Denver. Il 7 giugno Hillary Clinton ha riconosciuto la vittoria di Obama, ritirandosi ufficialmente dalla corsa alla Casa Bianca.
Il 4 novembre, Barack Obama ha vinto le elezioni presidenziali, sconfiggendo il candidato repubblicano, John McCain. Nel 2008 è stato eletto Persona dell'anno dal settimanale statunitense TIME.
Il 20 gennaio 2009, con la cerimonia di insediamento presso il Campidoglio, Sede del Congresso, Obama è diventato ufficialmente il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America.
Il 21 gennaio ha dovuto ripetere il giuramento a causa di un errore durante la cerimonia ufficiale. Nel discorso di insediamento, il nuovo presidente degli Stati Uniti ha così parlato della crisi: “la nostra nazione è in guerra, contro una rete di vasta portata di violenza e odio. La nostra economia è duramente indebolita, in conseguenza dell'avidità e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche del nostro fallimento collettivo nel compiere scelte dure e preparare la nazione a una nuova era. Case sono andate perdute; posti di lavoro tagliati, attività chiuse. La nostra sanità è troppo costosa, le nostre scuole trascurano troppi; e ogni giorno aggiunge un'ulteriore prova del fatto che i modi in cui usiamo l'energia rafforzano i nostri avversari e minacciano il nostro pianeta”. E si è dichiarato pronto ad affrontare le sfide che si troverà davanti: “le sfide che affrontiamo sono reali. Sono serie e sono molte. Non saranno vinte facilmente o in un breve lasso di tempo. Ma sappi questo, America: saranno vinte. In questo giorno, ci riuniamo perché abbiamo scelto la speranza sulla paura, l'unità degli scopi sul conflitto e la discordia. In questo giorno, veniamo per proclamare la fine delle futili lagnanze e delle false promesse, delle recriminazioni e dei dogmi logori, che per troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica”, invitando tutti ad affrontare i problemi: “a partire da oggi, dobbiamo tirarci su, rimetterci in piedi e ricominciare il lavoro di rifare l’America”.