Caligola

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Descrizione

Dell’avvento al potere di Caligola nel 37 d.C. si sa molto poco, solo che il prefetto del pretorio vi ebbe un ruolo importante, e che il popolo di Roma, così come il Senato, lo accolsero con gioia: era colui che la folla acclamava come «nostro bimbo», «nostra stella». Dunque, oltre ai miliardi che Tiberio gli lasciava, Caligola disponeva sicuramente di un grande capitale di popolarità. Meno di quattro anni dalla sua salita al potere, tuttavia, egli viene assassinato da una cospirazione dei pretoriani e di liberti imperiali.

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Testo completo

Dell’avvento al potere di Caligola nel 37 d.C. si sa molto poco, solo che il prefetto del pretorio vi ebbe un ruolo importante, e che il popolo di Roma, così come il Senato, lo accolsero con gioia: era colui che la folla acclamava come «nostro bimbo», «nostra stella».
Dunque, oltre ai miliardi che Tiberio gli lasciava, Caligola disponeva sicuramente di un grande capitale di popolarità.
Meno di quattro anni dalla sua salita al potere, tuttavia, egli viene assassinato da una cospirazione dei pretoriani e di liberti imperiali. Nessuno lo pianse: né i pretoriani che acclamarono il nuovo imperatore, né i senatori, né il popolo romano che si manifestò in favore del candidato dei pretoriani.
Le sole voci che ci parlano di questo imperatore, purtroppo, ne fanno un quadro così nero che ci si deve interrogare sul loro valore. Ma un punto che mette d’accordo tutti sono le ragioni della sua popolarità, che gli derivava: dalla giovinezza, dal padre Germanico, dalla sua infanzia nei campi dei legionari dove gli fu dato il soprannome di Caligola («piccolo stivaletto da soldato»), dalla sua parentela con Marco Antonio e Augusto.
Tutto il resto è soggetto a discussione: per molto tempo, per esempio, si è supposta una malattia che lo avrebbe portato ad avere un comportamento stravagante, ma un’analisi più approfondita mostra anche che essa non fu così significativa da determinare un cambiamento politico netto.
Non sappiamo se realmente progettò una maldestra politica all’estero in Britannia, e neppure se pensò seriamente di introdurre il culto rivoluzionario di Iside e Serapide.
Alcuni storici lo pensano, altri invece ritengono che non ci siano prove a sufficienza per poterlo affermare con certezza.
Fatto sta che Caligola vuotò le casse dello stato, annetté la Mauretania, restò padrone della macchina governativa e amministrativa e scontentò il popolo giudaico volendo installare una sua statua nel tempio di Gerusalemme, il sancta sanctorum.