Cibo, banchetti e piaceri della sera nella Roma repubblicana

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Descrizione

Per tutti il pasto principale era la cena, che molti oggi immaginano come uno sfarzoso banchetto ma che in realtà, salvo quelli che potremo considerare come ricevimenti particolari, era per i più altrettanto frugale come i primi due pasti. L'ora in cui iniziava la cena era per la maggior parte della popolazione la stessa, quella che seguiva al bagno: l'ottava in inverno e dopo la nona in estate.

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Testo completo

Per tutti il pasto principale era la cena, che molti oggi immaginano come uno sfarzoso banchetto ma che in realtà, salvo quelli che potremo considerare come ricevimenti particolari, era per i più altrettanto frugale come i primi due pasti.
L'ora in cui iniziava la cena era per la maggior parte della popolazione la stessa, quella che seguiva al bagno: l'ottava in inverno e dopo la nona in estate.
Durante i ricevimenti si cominciava con gli antipasti, (gustatio), poi tre primi piatti, due arrosti e il dolce (secundae mensae). In questi grandi ricevimenti quello che importava non era soltanto l'abbondanza e la qualità dei cibi offerti ma anche la loro presentazione scenografica, necessaria per stupire i commensali, ma che comportava una mescolanza di cibi spesso incompatibili tra loro e dannosi per la salute.
La cena era il pasto più importante per i Romani poiché dopo il tramonto cominciava il periodo del relax. Durante il banchetto le donne preparavano i cibi prelibati secondo le mode e invitavano gli ospiti secondo i giorni.
Durante il banchetto per gli uomini che rimanevano soli, praticamente sempre inebriati dal vino e rilassati dal cibo, erano disponibili molto facilmente i piaceri dell’amore.
C'erano danzatrici e suonatrici di flauto. Ciò che succedeva durante i banchetti rimaneva nella sala.