Citta dei paesi socialisti

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Descrizione

Le città dei paesi socialisti hanno ricevuto una certa impronta dai canoni urbanistici e architettonici dettati dal regime. Bisogna distinguere tra i vecchi centri urbani, che l'economia socialista ha fatto modificare e sviluppare secondo i suoi canoni, e le città nuove, create in aree non urbanizzate con un impianto basato sulle funzioni da svolgere.

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Le città dei paesi socialisti hanno ricevuto una certa impronta dai canoni urbanistici e architettonici dettati dal regime. Bisogna distinguere tra i vecchi centri urbani, che l'economia socialista ha fatto modificare e sviluppare secondo i suoi canoni, e le città nuove, create in aree non urbanizzate con un impianto basato sulle funzioni da svolgere.
"Città nuove" sono quelle cresciute dal nulla e quelle che hanno sommerso con la loro crescita le località originarie. Nella ex Unione Sovietica, dalla rivoluzione del 1917 ne sono state create più di mille, di dimensioni ineguali e con funzioni diverse, ma in prevalenza città industriali in zone di produzione mineraria. Nei paesi dell'Est europeo le città nuove sono meno numerose in ragione di un'armatura urbana ben radicata e più robusta.
Una città nuova particolare è la "città della scienza", Akademgorodok. Un altro tipo è la "città agricola", agrogorod: l'attività agricola si concilia bene con l'abitazione cittadina; le abitazioni, i servizi e gli uffici amministrativi possono essere raccolti in un centro urbano, da cui i lavoratori vengono trasportati ogni giorno.
La trasformazione delle città del passato è stata frenata per il principio di accordare priorità alla produzione di beni strumentali più che a beni di consumo quali le abitazioni.
I centri storici e i vecchi quartieri vengono conservati quando sono giudicati di interesse artistico. Le prescrizioni di Lenin dell'ottobre 1917 hanno indotto alla conservazione di palazzi e di musei considerati come beni del popolo e non come simboli del passato.
Il centro amministrativo e culturale delle città è ipertrofico, mentre il centro commerciale è ridotto a causa della limitatezza del libero commercio.
La crescita urbana ha portato ad una generale penuria di alloggi. La densità abitativa è molto elevata ed è frequente la coabitazione tra più famiglie in uno stesso appartamento. In teoria non vi è compartimentazione socioeconomica tra i quartieri e tra le case, ma in pratica ci sono sempre state concessioni particolari.
In Cina, a differenza della politica sovietica di conservazione del patrimonio storico, molte testimonianze del passato sono state distrutte. Oggi, al contrario, vengono valorizzati i monumenti e i reperti storici, non più intesi come simboli del potere controrivoluzionario.
Un'altra caratteristica del passato delle città cinesi è l'impronta dell'intervento europeo e giapponese. A partire dagli anni Cinquanta – compiuta la rivoluzione comunista – gli ampliamenti delle periferie si sono ispirati ai principi urbanistici sovietici.