Classificazione delle citta in base alle funzioni

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Descrizione

La città è un organismo, i quartieri in cui si ripartisce ne riflettono le diverse funzioni; se qualcuna di queste prevale sulle altre, impone la sua influenza e conferisce la sua impronta a tutta la città. In antico presiedeva alla vita urbana la funzione religiosa, unita a quella amministrativa e a quella commerciale. Nell'epoca classica la città era il centro organizzatore di un territorio da essa retto ed amministrato.

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La città è un organismo, i quartieri in cui si ripartisce ne riflettono le diverse funzioni; se qualcuna di queste prevale sulle altre, impone la sua influenza e conferisce la sua impronta a tutta la città.
In antico presiedeva alla vita urbana la funzione religiosa, unita a quella amministrativa e a quella commerciale. Nell'epoca classica la città era il centro organizzatore di un territorio da essa retto ed amministrato. Nel medioevo il rapporto si invertiva e la posizione dominante veniva assunta dalla campagna attraverso il potere dei feudatari, mentre la vita cittadina si raccoglieva all'interno delle mura. Dopo il Mille, nelle città in ripresa trovava la sua sede specifica il sistema corporativo, basato sulle specializzazioni dell'artigianato. Alle fortune degli artigiani e delle corporazioni d'arte teneva dietro la nascita di una borghesia mercantile; intanto si faceva più netta la differenziazione dei quartieri urbani e si delineava la compartimentazione delle attività per contrade.
Nell'età moderna il dominio della città sul territorio si afferma con la dissoluzione del potere feudale. La formazione delle signorie e degli Stati nazionali e l'allargamento dei mercati alle dimensioni planetarie fanno traboccare lo sviluppo urbano fuori delle vecchie mura difensive.
La corsa all'urbanesimo dell'epoca contemporanea si sviluppa attraverso il modo di produzione dell'industria. La rivoluzione industriale fa nascere miriadi di città e altre ne trasforma radicalmente, imponendo nuovi paradigmi urbanistici: rimangono da una parte le vecchie città regionali, centri ricchi di storia nel mezzo di un proprio territorio subordinato; emergono le città figlie della rivoluzione industriale, sorte in funzione dello sfruttamento minerario e delle attività manifatturiere, raggruppate nelle zone industriali. Le basi materiali dell'urbanizzazione sono la miniera, la fabbrica e la ferrovia.
Per una classificazione, si devono tener conto le attività urbane rivolte verso l’esterno; su questo principio si fonda la teoria delle attività di base. Tutte le attività sono distinte in una classe basilare di relazioni funzionali con l’esterno e in una classe non basilare, connessa alla vita interna della città. I beni e le prestazioni fruibili della popolazione esterna alla città corrispondono alle funzioni basilari, che costituiscono la base economica urbana. Quanto più consistente è la mole di beni e servizi che la città invia all’esterno, tanto più elevato è il livello funzionale della città. I beni e le prestazioni all’interno della città per soddisfare i bisogni della popolazione rappresentano le funzioni banali (non basilari).
II rapporto tra il settore di base che produce per l'esportazione e genera un afflusso di denaro e il settore non di base che comprende i servizi fornisce l'immagine della base economica di una città.
Metodi più generali consistono nel dedurre a priori dalla popolazione attiva una percentuale pari alla frazione degli occupati in attività "interne" (da non prendere in considerazione). Data la popolazione attiva delle diverse città da classificare, si calcola la percentuale di addetti alle singole classi di attività e per ciascuna di queste classi si ritiene che la percentuale più bassa rappresenti il minimo necessario per la vita cittadina; la differenza in più rispetto a questo minimo sarà considerata come attività rivolta verso l'esterno, consacrata all'esercizio delle funzioni basilari o attività di base.
L'indice delle "attività di base" viene impiegato per misurare di quanta una città si distacca dai minimi, così da fornire un "indice di diversità": più l'indice è elevato e più la città è specializzata. Confrontando le attività extra-urbane di diverse città è possibile determinare per ognuna la funzione dominante.
Più delle tradizionali funzioni terziarie oggi è il quaternario a esprimere il livello funzionale delle città. L'offerta "terziaria" di merci e servizi da parte delle città è tesa a soddisfare la domanda dell'utenza e quindi è una funzione "passiva". Le funzioni "quaternarie" di gestione e di comando sono generatrici di organizzazione territoriale e sono "attive". Le prime" concentrandosi nelle città, le fanno diventare la meta di flussi di utenti e fruitori di servizi e quindi la loro localizzazione nelle città dipende dalla "domanda" da parte delle aree circostanti. Le attività quaternarie sono fattori di organizzazione territoriale in quanto animano i processi evolutivi indipendentemente dall'esistenza di una "domanda".
Il prevalere delle funzioni "attive" quaternarie su quelle "passive" terziarie è il criterio funzionale per distinguere il concetto di "metropoli" da quello di "città". A siffatta distinzione corrisponde la distinzione tra centralità metropolitana, o "funzionalità generatrice", e centralità urbana, "di servizio". La metropoli esercita la supremazia su altre città e sull'intero territorio in quanto costituisce la fonte della organizzazione territoriale.