Claudio

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Descrizione

Dopo l’assassinio di Caligola nel 41 d.C., mentre il Senato decideva di restaurare la Repubblica, i pretoriani perquisirono la domus sul Palatino alla ricerca di un membro della famiglia giulio-claudia che potesse sostituirlo. «Un soldato che correva da tutte le parti […] lo tirò fuori dal suo nascondiglio, e mentre Claudio, terrorizzato, si gettava alle sue ginocchia, lo salutò imperatore», dice Svetonio parlando di lui. Questo aneddoto sottolinea tre verità: Claudio non teneva a divenire sovrano, fu il primo imperatore investito dai pretoriani, verso i quali – per paura – promise una somma di denaro.

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Testo completo

Dopo l’assassinio di Caligola nel 41 d.C., mentre il Senato decideva di restaurare la Repubblica, i pretoriani perquisirono la domus sul Palatino alla ricerca di un membro della famiglia giulio-claudia che potesse sostituirlo. «Un soldato che correva da tutte le parti […] lo tirò fuori dal suo nascondiglio, e mentre Claudio, terrorizzato, si gettava alle sue ginocchia, lo salutò imperatore», dice Svetonio parlando di lui.
Questo aneddoto sottolinea tre verità: Claudio non teneva a divenire sovrano, fu il primo imperatore investito dai pretoriani, verso i quali – per paura – promise una somma di denaro.
Nipote di Tiberio e zio di Caligola, nonché fratello cadetto di Germanico.
La sua carriera era stata molto lenta, e tutti lo consideravano un po’ nello stesso modo in cui ne parlava la madre, che affermava fosse «Una caricatura d’uomo, un aborto semplicemente abbozzato dalla natura». Effettivamente balbettava e non era solido sulle gambe. In più, tutti dubitavano della sua intelligenza.
Restò cavaliere finché Caligola non se lo affiancò come collega al consolato. Ma, più che altro, Claudio visse in disparte, studiando filologia e storia: scrisse una storia di Roma, una dell’Etruria e una di Cartagine (le ultime due in greco).
Fu ridicolizzato assai dagli antichi, in particolare da Seneca che fece della sua apoteosi una trasformazione in zucca (Apokolokyntosis del divino Claudio); costantemente lo si presentò come un ubriacone, come lo zimbello dei pretoriani, dei liberti e delle sue mogli, ne ebbe quattro, due delle quali assai tristemente famose, Messalina per le sue tresche oscene, Agrippina perché madre del futuro Nerone.
Attualmente è stato rivalutato per la qualità della sua azione sia interna che esterna:
- trasformò l’amministrazione centrale dell’Impero in una grande cancelleria;
- intraprese ogni tipo di lavoro e costruzione pubblica;
- si occupò della giustizia;
- riprese la politica augustea;
- mise un interesse particolare per l’approvvigionamento di Roma;
- fondò numerose colonie;
- assunse la censura e la esercitò con scrupolo.
Nel complesso, nonostante fosse uno spirito tradizionalista la sua opera fu innovatrice e rivoluzionaria.
Salito al potere, nel 41 d.C., punì gli assassini di Caligola; si affermò la politica dinastica, con l’apoteosi di Livia. L’imperatore mostrò il senso di dignità imperiale rifiutando il prenome di imperator.
Nel 43 conquistò la Britannia. Nel 44 la Giudea tornò ad essere provincia romana.
Nel 54, invece, morì, forse avvelenato dalla moglie Agrippina in quanto avrebbe messo sullo stesso piano Britannico e Nerone per la sua successione, ma Agrippina avrebbe voluto accelerare l’ascesa di suo figlio. Il Senato conferì l’apoteosi a Claudio, e la moglie diventò sua sacerdotessa come Livia lo era stata per Augusto.