Clima e verde urbano

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Descrizione

Oltre ad avere il clima naturale del sito in cui sorgono, le città modificano le condizioni atmosferiche locali creando un clima specifico detto clima urbano. La temperatura nelle aree urbane delle regioni temperate è di 1-3°C più elevata che nel territorio circostante non urbanizzato. Ciò dipende dal fatto che l’energia prodotta per combustione genera calore che si disperde nell’atmosfera.

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Oltre ad avere il clima naturale del sito in cui sorgono, le città modificano le condizioni atmosferiche locali creando un clima specifico detto clima urbano.
La temperatura nelle aree urbane delle regioni temperate è di 1-3°C più elevata che nel territorio circostante non urbanizzato. Ciò dipende dal fatto che l’energia prodotta per combustione genera calore che si disperde nell’atmosfera.
Il maggior inquinamento dell’aria riduce la radiazione solare al suolo, ma il cemento presente rilascia più lentamente il calore.
Le precipitazioni sono normalmente più intense sulle città, poiché la vegetazione è ridotta e le coperture impermeabili assicurano un rapido deflusso delle acque.
L’emissione di fumi invece tende ad accrescere la nebbia e a formare lo smog.
L’espansione urbana ha quasi eliminato i caratteri originali della vegetazione. L’elevato valore del suolo urbano ha fatto sì che la conservazione o creazione di aree verdi all’interno delle città fosse considerata un lusso riservato a categorie privilegiate quali i nobili e gli ordini religiosi, le cui riserve fondiarie, passate poi al demanio pubblico, sono all’origine di noti parchi urbani e suburbani di oggi.
In generale si può dire che lo sviluppo urbano moderno confermò il principio della separazione della campagna dalla città e ciò generò fin dal secolo scorso una forte spinta verso la villeggiatura e l’impianto di residenze secondarie da parte della popolazione urbana.
A partire dagli anni settanta si registra ovunque una maggior sensibilità verso il verde urbano. Prende anche piede l’idea del verde urbano come rete o “sistema” di luoghi di ricreazione a diversa destinazione funzionale collegati fra loro da percorsi anch’essi “verdi”, come piste ciclabili, percorsi da sci di fondo e così via.