Clonazione - La tecnica di Honolulu

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Descrizione

Nel luglio 1998 vi fu l’annuncio dell’ottenimento di circa 50 topi-cloni da parte di un gruppo di ricerca hawaiano, guidato da biologi delle università di Tokyo e delle Hawaii. La tecnica impiegata in questo esperimento fu denominata tecnica di Honolulu: il procedimento si basò ancora, come nel caso di Dolly, sull’inoculazione del nucleo di una cellula somatica entro una cellula uovo denucleata.

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Testo completo

Nel luglio 1998 vi fu l’annuncio dell’ottenimento di circa 50 topi-cloni da parte di un gruppo di ricerca hawaiano, guidato da biologi delle università di Tokyo e delle Hawaii.
La tecnica impiegata in questo esperimento fu denominata tecnica di Honolulu: il procedimento si basò ancora, come nel caso di Dolly, sull’inoculazione del nucleo di una cellula somatica entro una cellula uovo denucleata.
A differenza della tecnica usata a Edimburgo, però, la divisione cellulare della cellula uovo dopo l’inoculazione, per ottenere un embrione, fu ottenuta con stimolazione chimica.
L’embrione fu impiantato quindi nell’utero di una femmina di topo. Il successo degli esperimenti sui topi suscitò sorpresa nella comunità scientifica, sia perché si riteneva che questi roditori fossero inadatti a essere clonati, per la rapidità con cui evolvono le prime fasi embrionali, rendendone difficoltosa la manipolazione, sia perché nel corso di tale esperimento furono anche creati cloni da animali clonati.
Un successivo passo in avanti nella storia della clonazione fu quello avvenuto nel dicembre 1998, quando l’Università Kyunghee della Corea del Sud annunciò di avere prodotto un embrione umano a partire da una cellula somatica adulta, e di averlo però distrutto dopo la quarta divisione cellulare. Anche in tale esperimento fu utilizzata la tecnica di Honolulu.
La cellula somatica impiegata sarebbe stata prelevata da una donna sottoposta in precedenza senza successo a tentativi di riproduzione assistita.
Sempre nel dicembre 1998, un gruppo di studio giapponese dell’Università Kinki di Nara riuscì a ottenere otto vitelli clonati a partire da cellule somatiche di mucche adulte; in questo caso, il nucleo da impiantare nelle cellule uovo fu prelevato da alcune cellule delle ovaie: cellule del cumulo ooforo, che circondano le cellule uovo nel follicolo di Graaf, e cellule epiteliali che rivestono il lume delle tube di Falloppio.
In questa ricerca fu ottenuta un’alta percentuale di embrioni: circa il 50% delle cellule del cumulo ooforo e il 23% delle cellule epiteliali si svilupparono in vitro in embrioni pronti per l’impianto nell’utero di mucche portatrici.