Condizioni della capitale Roma nel I secolo avanti Cristo

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Descrizione

È una città vecchia che ha già dietro di sé sette secoli di storia. Ha conosciuto profonde trasformazioni che hanno inciso sul quadro monumentale e sul modo in cui la popolazione, in maggioranza cittadini e peregrini, viveva. È diventata una città ellenistica, ma è lungi da essere una bella città, anche perché molti dei lavori iniziati da Cesare erano stati interrotti a causa della guerra civile e abbandonati.

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Testo completo

È una città vecchia che ha già dietro di sé sette secoli di storia. Ha conosciuto profonde trasformazioni che hanno inciso sul quadro monumentale e sul modo in cui la popolazione, in maggioranza cittadini e peregrini, viveva. È diventata una città ellenistica, ma è lungi da essere una bella città, anche perché molti dei lavori iniziati da Cesare erano stati interrotti a causa della guerra civile e abbandonati.
I problemi:
- estensione: Roma non è più contenuta, ma è diventata una città aperta;
- approvvigionamento: non era molto adeguato e lo aveva dimostrato la guerra contro Sesto Pompeo;
- pericoli sulla sicurezza: incendi e inondazioni (piene del Tevere) poco tenute a bada così come l’insicurezza e le manifestazioni popolari;
- manutenzione degli edifici antichi: bisogna infatti ripararli senza sosta;
- circolazione assai scomoda: Roma non era infatti mai stata soggetta ad un piano urbanistico ben preciso, ma si costruiva dove si poteva. Ora mancava spazio e il Foro era diventato troppo piccolo.
Cesare aveva previsto, per guadagnare spazio, di sfruttare al massimo il Campo Marzio, che era il solo terreno ancora disponibile, a costo di deviare il corso del Tevere. Aveva previsto un piano di costruzioni e ricostruzione di alcuni edifici, ma le guerre civili ne franarono la realizzazione.
Ottavio abbandonò alcune iniziative cesariane, ma ne proseguì altre come il collegamento tra il Foro e il Campo Marzio e portò a termine la costruzione di tutto ciò che era già stato iniziato.
Il teatro progettato diventerà il teatro di Marcello. Intraprese lavori di costruzione di edifici totalmente nuovi o restauri.
Ottavio incoraggiò soprattutto le costruzioni da parte dei privati. Distribuì così grande quantità di sesterzi a beneficiari e organizzò delle distribuzioni eccezionali di grano. Completò il necessario con il superfluo e avviò una politica di svaghi.
L’attività di Agrippa come edile fu inoltre esemplare: si dedicò all’approvvigionamento di acqua per la città, che fu migliorato: aggiunse due acquedotti ai quattro che già esistevano e rinnova il sistema di drenaggio.