Condono, agevolazioni ed esenzioni fiscali

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Descrizione

Nel 2003 è stato introdotto l’istituto del condono (cosiddetto “tombale”). Tale istituto ha fatto sorgere - a carico del soggetto che decida di avvalersene - l’onere di pagamento di una somma prefissata a seconda del tipo di imposta e per tutti i periodi d’imposta ancora accertabili dall’Amministrazione. I benefici per i contribuenti sono: 1. la preclusione dagli accertamenti tributari riferiti alle imposte condonate; 2. l’esclusione dalla punibilità per i reati tributari di dichiarazione fraudolenta, infedele, omessa e occultamento/distruzione di documenti contabili nonché per quelli comuni connessi strumentalmente e riferiti alla medesima situazione tributaria.

Tipologia

Università

Testo completo

Nel 2003 è stato introdotto l’istituto del condono (cosiddetto “tombale”). Tale istituto ha fatto sorgere - a carico del soggetto che decida di avvalersene - l’onere di pagamento di una somma prefissata a seconda del tipo di imposta e per tutti i periodi d’imposta ancora accertabili dall’Amministrazione. I benefici per i contribuenti sono:
1.la preclusione dagli accertamenti tributari riferiti alle imposte condonate;
2.l’esclusione dalla punibilità per i reati tributari di dichiarazione fraudolenta, infedele, omessa e occultamento/distruzione di documenti contabili nonché per quelli comuni connessi strumentalmente e riferiti alla medesima situazione tributaria.
L’ampio utilizzo del “perdono” fiscale è criticabile sul piano etico. I condoni suscitano comprensibili reazioni negative soprattutto da parte di chi abitualmente paga imposte e tasse, con conseguente effetto premiante in favore della distorta cultura della evasione e dell’elusione fiscale.

Con il termine generico di agevolazioni tributarie vengono indicati i diversi istituti, previsti nella normativa fiscale, diretti ad accordare un trattamento preferenziale a determinati soggetti d’imposta.
Le agevolazioni tributarie sono introdotte sia in considerazione di particolari situazioni personali sia in base a situazioni oggettive che necessitano di adeguata tutela (agevolazioni per settori produttivi in crisi o per far fronte ad eventi e calamità naturali). Le agevolazioni tributarie sembrano ad un primo esame una sorta di privilegio accordato ai beneficiari in dispregio del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione; a ben vedere, al contrario, esse rappresentano una diretta applicazione di tale principio. Lo Stato ha, infatti, il compito di garantire l’uguaglianza di fatto dei cittadini, rimuovendo tutti gli ostacoli di carattere economico e sociale che ne impediscono la realizzazione.
Ed ancora, le agevolazioni tributarie non appaiono in contrasto con il principio di capacità contributiva fissato nell’art. 53 della Costituzione: è lo stesso costituente, infatti, che, nel richiamare la capacità contributiva, consente un particolare trattamento di favore nei confronti di quanti sono sforniti o limitati in tale capacità.
Dunque, per motivi di politica sociale o di sviluppo economico possono essere sottratti all’imposizione (totalmente o parzialmente) determinati atti aventi rilevanza tributaria.
Per esenzione fiscale si intende invece quel meccanismo agevolativo adottato dal legislatore per motivi di politica sociale o di sviluppo economico al fine di sottrarre (totalmente o parzialmente) all’imposizione fiscale determinati atti di rilevanza tributaria. Le esenzioni si distinguono in soggettive ed oggettive, a seconda che siano dovute in relazione a particolari condizioni del soggetto del tributo oppure riguardino il presupposto di fatto dell’imposta.
Sono esenti da IRPEF e IRES: il reddito dei fabbricati di proprietà della Santa Sede, i redditi degli ambasciatori e agenti diplomatici accreditati in Italia, i redditi di fabbricati e terreni di proprietà dello Stato e degli enti pubblici territoriali etc.