Conseguenze della battaglia di Azio

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Descrizione

La battaglia di Azio era destinata a diventare come la manifestazione dell’epifania del Principe che gli dei avevano spedito sulla terra per ridare a Roma la pace e la serenità. Gli elogi nei confronti di Augusto vincitore di Azio si sprecavano, durante il principato, e uno tra tutti coloro che lo proclamarono tale è Properzio, nel iv libro delle sue Elegie politiche.

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Testo completo

La battaglia di Azio era destinata a diventare come la manifestazione dell’epifania del Principe che gli dei avevano spedito sulla terra per ridare a Roma la pace e la serenità. Gli elogi nei confronti di Augusto vincitore di Azio si sprecavano, durante il principato, e uno tra tutti coloro che lo proclamarono tale è Properzio, nel iv libro delle sue Elegie politiche.
Nel 30 a.C. Ottavio preparò l’invasione dell’Egitto: due eserciti, uno guidato ad ovest da Cornelio Gallo e l’altro ad est guidato dallo stesso Ottavio, per sconfiggere una volta per tutte Marco Antonio e Cleopatra. Quest’ultima provò a conservare il suo trono negoziando con Ottavio, che bramava invece il tesoro dei Tolomei.
Malgrado un successo iniziale, Marco Antonio fu tradito e battuto. Credeva che la regina fosse morta e si pugnalò. Ottavio intanto guadagnò tempo, trattò con la regina e recuperò il tesoro dei Tolomei. Qualche giorno dopo anche Cleopatra, non volendo apparire nel trionfo di Ottavio, si suicidò. Verranno poi uccisi il figlio di Cleopatra e Marco Antonio come quello di Cesare e Cleopatra.
L’Egitto è ridotto a provincia romana con uno statuto particolare, in quanto sarà Cornelio Gallo, un cavaliere, a prenderne il comando come primo governatore, e ne farà divieto ai senatori di entrarvi senza autorizzazione.
Per ristabilire la pace:
In Oriente:
- le città che si erano dichiarate contro Antonio ricevettero dei privilegi, quelle che erano state saccheggiate da Ottavio si videro rimettere i loro debiti, ma dappertutto conservarono il loro statuto di autonomia;
- alcuni sovrani furono messi a morte, ma i più passarono alla svelta dalla parte di Ottavio per poter essere perdonati e, come Erode, si sottomisero a lui giurando fedeltà.
In Occidente:
Ottavio ritornò a Roma nel 29 a.C. In precedenza sappiamo che il Senato e il popolo romano gli avevano giurato fedeltà dandogli il comando della battaglia. Egli celebrò allora il trionfo di Azio, per la vittoria dell’Illiria e dell’Egitto. Dedicò il tempio del divus Iulius nel Foro nel luogo preciso in cui il corpo del dittatore era stato bruciato nel marzo del 44 a.C. Venne aperta la Curia Iulia. Nella sala di riunione del Senato, invece, venne posta una statua della Vittoria che equivalere a perpetuare il ricordo della battaglia di Azio e del suo vincitore.
Per la terza volta nella sua storia, Roma era in pace, una pace che doveva ad Ottaviano.