Determinazione delle imposte

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Descrizione

Il reddito complessivo lordo è ottenuto come somma di tutti i redditi imponibili realizzati dal soggetto passivo nel periodo d’imposta: le componenti del reddito della persona fisica sono sommate algebricamente, comprese anche le eventuali perdite nel caso in cui queste si siano verificate nell’ambito di attività di lavoro autonomo e/o di impresa. I principali passaggi possono essere sintetizzati nel seguente modo: REDDITO COMPLESSIVO meno DEDUZIONI -> REDDITO IMPONIBILE -> IMPOSTA LORDA meno DETRAZIONI -> IMPOSTA NETTA.

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Testo completo

Il reddito complessivo lordo è ottenuto come somma di tutti i redditi imponibili realizzati dal soggetto passivo nel periodo d’imposta: le componenti del reddito della persona fisica sono sommate algebricamente, comprese anche le eventuali perdite nel caso in cui queste si siano verificate nell’ambito di attività di lavoro autonomo e/o di impresa. I principali passaggi possono essere sintetizzati nel seguente modo:

REDDITO COMPLESSIVO meno DEDUZIONI -> REDDITO IMPONIBILE -> IMPOSTA LORDA meno DETRAZIONI -> IMPOSTA NETTA

Le operazioni successive definiscono la personalizzazione dell’imposta sul reddito. In questi passaggi il legislatore rende esplicite le finalità distributive dell’imposta.

Nella riforma fiscale in corso di realizzazione le deduzioni dall'imponibile assumono un ruolo fondamentale. Il soggetto passivo può dedurre dalla base imponibile una serie di spese sostenute nel periodo d’imposta e definite oneri deducibili (o deduzioni dal reddito). Le più importanti sono:
1.i contributi previdenziali e assistenziali versati dai lavoratori alle gestioni pensionistiche pubbliche;
2.i contributi versati alle forme pensionistiche complementari dai lavoratori autonomi;
3.le spese mediche per l’assistenza a portatori di handicap;
4.gli assegni corrisposti al coniuge nei casi di separazione, annullamento del matrimonio e divorzio;
5.le erogazioni liberali per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica Italiana.
Gli oneri deducibili riducono la base imponibile. Essi contribuiscono al fenomeno
dell’erosione dell’imposta, ovvero alla riduzione legale della base imponibile e quindi del gettito dell’imposta. Dal punto di vista del soggetto passivo gli oneri deducibili riducono il debito d’imposta di un ammontare pari al prodotto tra l’aliquota marginale e l’ammontare della spesa che dà diritto alla deduzione.
L’unica spesa rilevante per la quale è ammessa la deducibilità completa sono i contributi previdenziali e assistenziali versati dai lavoratori dipendenti ed autonomi. Al fine di favorire lo sviluppo della componente privata del sistema pensionistico la deducibilità dei contributi previdenziali è stata estesa, entro limiti prefissati, anche ai versamenti operati dai lavoratori dipendenti ed autonomi a favore di fondi pensione e di altri intermediari caratterizzati dalla natura previdenziale.
Nel 2003, oltre alle deduzioni tradizionali, è stata introdotta una nuova tipologia di deduzioni volta a garantire l'esclusione dalla tassazione di un livello minimo di reddito (la cosiddetta No Tax Area). Le deduzioni per la No Tax Area1 sono state introdotte allo scopo di garantire un certo livello di progressività (nonostante la riduzione del numero e del livello delle aliquote) e ad assicurare l'esclusione dalla tassazione di un valore minimo di reddito. La deduzione è decrescente al crescere del reddito e si annulla a un certo livello di reddito. Essa è inoltre differenziata per le diverse tipologie di reddito: le spiegazioni sono legate al principio della discriminazione qualitativa dei redditi (trattare i redditi di lavoro meno pesantemente),
alla diversa importanza delle spese di produzione del reddito e al diverso livello di evasione fra lavoro dipendente e autonomo.

Una volta operate le deduzioni, alla base imponibile viene applicata una scala di aliquote secondo uno schema di progressività per scaglioni. Il reddito del soggetto passivo viene diviso in scaglioni. Su ogni scaglione viene applicata un’aliquota d’imposta crescente al crescere dello scaglione. Per ogni dato livello di reddito l’imposta lorda può essere immaginata come la somma di una serie di imposte parziali, ognuna delle quali è calcolata come il prodotto tra la quantità di reddito che rientra in uno scaglione e la corrispondente aliquota marginale.

Dall’imposta lorda sono ammessi tre tipi di detrazione:
1.per carichi di famiglia (coniuge e familiari a carico);
2.a favore dei redditi di lavoro e pensione;
3.per oneri al 19%
L’importo delle detrazioni per il coniuge a carico è decrescente al crescere del reddito. Per ogni altro famigliare a carico (genitori, fratelli, nuore, ecc.) spettano detrazione dall’imposta lorda in relazione al reddito, al numero di familiari e alle loro caratteristiche (figli di età inferiore ai tre anni, portatori di handicap).
Le detrazioni a favore dei redditi di lavoro e pensioni sono differenziate in base alla tipologia del reddito.
Al lavoro autonomo spettano detrazioni di importo inferiore rispetto al lavoro dipendente.
Le detrazioni per oneri al 19% spettano per gli interessi passivi, i premi di assicurazione invalidità permanente e rischio di morte, le spese mediche generiche e specialistiche, le spese di frequenza a corsi di istruzione secondaria ed universitaria, le spese funebri, le erogazioni liberali.
Speciali e temporanee detrazioni sono previste a favore delle spese per una serie di interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia. La detrazione (2004), da ripartire in dieci quote annuali di pari importo, è pari al 36% delle spese sostenute nel biennio 2004-05 con un limite di 48.000 euro.