Diocleziano

Appunto audio Durata: 4 min 57 sec
Descrizione

Nato in Illiria da umile famiglia, Diocleziano percorse la carriera militare che lo portò a capo dei protectores di Caro; dopo l’assassinio di quest’ultimo egli era l’ultimo di una lunga serie di usurpatori del momento, ma seppe approfittare del vuoto creato dalle distruzioni del secolo, come anche delle prime misure di salute pubblica applicate dai suoi predecessori.

Tipologia

Università

Testo completo

Nato in Illiria da umile famiglia, Diocleziano percorse la carriera militare che lo portò a capo dei protectores di Caro; dopo l’assassinio di quest’ultimo egli era l’ultimo di una lunga serie di usurpatori del momento, ma seppe approfittare del vuoto creato dalle distruzioni del secolo, come anche delle prime misure di salute pubblica applicate dai suoi predecessori.
Godette di un lungo regno fatto di 20 anni di potere, dal 284 al 305 d.C. La sua politica fece di lui da una parte un riformatore e creatore, dall’altra un reazionario (nel campo religioso, per esempio, egli volle tornare ad un periodo precedente). Fu soprattutto il salvatore dell’unità dell’impero.
Per meglio occuparsi dei problemi militari, Diocleziano instaurò nel 284 d.C. una tetrarchia: dopo essere stato proclamato Augusto e divenuto imperatore, si sbarazzò di Carino e
- designò Massimiano dell'appellativo prima di Cesare e poi di Augusto, associandolo e nondimeno subordinandolo al suo potere;
- Galerio e Costanzo Cloro divennero anch’essi Cesari.
Ad ognuno di essi fu assegnata una città di appartenenza. Essi rimanevano strettamente legati l’uno all’altro, e si stabilì anche una gerarchia di ordine religioso che vedeva Diocleziano superiore a Massimiano. Furono anche annodati legami di parentela, reale o fittizia. L’assolutismo del potere non era in niente inferiore a quello dei secoli precedenti. I due Augusti si impegnarono ad abdicare simultaneamente allo scadere di venti anni, a favore dei successori, i due Cesari, i quali a loro volta avrebbero designato altri due luogotenenti.
In questo modo il problema della successione era regolato.
Il sistema politico della tetrarchia ebbe buoni risultati in campo militare, e permise di ridurre le usurpazioni, di sedare le insurrezioni provinciali e di respingere nemici esterni.
In Occidente Massimiano sconfisse un popolo di contadini che si erano ribellati in Gallia, travolse di nuovo Franchi e Alamanni, poi passò in Africa per ristabilirvi l’ordine;
In Oriente Diocleziano e poi Galerio respinsero alcuni popoli barbari; Galerio dovette recarsi in Egitto a sconfiggerne altri, e pose fine ad alcune usurpazioni, quella di Achilleo e Domizio Domiziano; fu ancora Galerio ad attaccare quando il re persiano attaccò l’Eufrate.
Il sistema della tetrarchia aveva reso possibili tutte queste vittorie, e anche l’organizzazione delle istituzioni le facilitò.
Diocleziano, infatti, intraprese la costituzione di un nuovo esercito:
- accrebbe gli effettivi;
- creò legioni più piccole e un’altra gerarchia militare.
- spezzettò poi le province come aveva fatto con le legioni, e le raggruppò in diocesi facendole amministrare da un funzionario di rango equestre;
- equiparò l’Italia ad un sistema di governo comune a tutto l’impero;
- modificò l’amministrazione centrale.
Si interessò alle finanze:
- riformò il sistema monetario, fondato su oro argento e su emissioni di bronzo;
- si sforzò di stabilire un limite a prezzi e salari, con l’editto che fissava i prezzi massimi;
- varò una nuova organizzazione fiscale fondata su un pagamento per individuo e lotto di terra.
È sotto Diocleziano che si ebbe l’ultima grande persecuzione del cristianesimo. Ma non furono solo i cristiani ad essere presi di mira.
I veri autori di essa, tuttavia, furono Massimiano e ancor più Galerio, mentre Costanzo Cloro si mostrò molto più moderato. Furono comunque promulgati quattro editti:
1) sequestro dei libri sacri e distruzione delle chiese;
2) i capi delle comunità furono arrestati;
3) i pentiti furono rilasciati;
4) furono organizzati sacrifici in tutto l’impero.
Fu così che alla fine dei venti anni di regno, cioè nel 303, Diocleziano e Massimiano, in parte pressati da Galerio, furono costretti ad abdicare simultaneamente. Nel 305 Diocleziano si ritirò nel suo palazzo.