Diritto dei Visigoti e dei Franchi

Appunto audio Durata: 3 min 54 sec
Descrizione

I primi a cimentarsi nel difficile compito di legiferare furono proprio i Visigoti, che si ispirarono soprattutto al codice Teodosiano e alle sentenze di Paolo. Il Breviario, meglio conosciuto come Lex Romana Visigothorum,, quest’ultima era stata fatta anche e soprattutto per convincere la ormai influente Chiesa, sostenitrice dei Franchi, della loro affidabilità. Nel 654 Recesvindo, dotò il regno di un testo di leggi, il Liber Iudiciorum che ebbe immenso successo, tanto da essere applicato anche durante tutta la dominazione araba per la popolazione iberica. In questo testo oltre la riscoperta di innumerevoli usanze e consuetudini germaniche è molto forte l’impronta del diritto romano e dei suoi istituti, vi troviamo infatti una attento e complessa sistemazione delle consuetudini.

Tipologia

Università

Testo completo

I primi  a cimentarsi nel difficile compito di legiferare furono proprio i Visigoti, che si ispirarono soprattutto al codice Teodosiano e alle sentenze di Paolo. Il Breviario, meglio conosciuto come Lex Romana Visigothorum,, quest’ultima era stata fatta anche e soprattutto per convincere la ormai influente Chiesa, sostenitrice dei Franchi, della loro affidabilità. Nel 654   Recesvindo, dotò il regno  di un testo di leggi, il Liber Iudiciorum che ebbe immenso successo, tanto da essere applicato anche durante tutta la dominazione araba per la popolazione iberica. In questo testo oltre la riscoperta di innumerevoli usanze e consuetudini germaniche è molto forte l’impronta del diritto romano e dei suoi istituti, vi troviamo infatti una attento e complessa sistemazione delle consuetudini. Ora vi era però il problema della certezza del diritto, infatti non erano rari i casi di contestazione di sentenze. Recesvindo allora decide di dotare il regno di un unico testo normativo, applicabile in tutto il regno e la cui non applicazione da parte dei giudici sarebbe stata punita con severe pene: il Liber Iudiciorum. Questò comportò un profondissimo controllo della monarchia sulle sentenza dei giudici e quindi su tutto il potere giudiziario. Il liber infatti era l’unica fonte applicabile e non era integrabile neanche dalle consuetudini che fino ad allora avevano avuto importanza rilevante.
Proprio in questo libro si tentò  di dare all’istituto dell’appello in giudizio un assetto più sistematico e preciso. Chi infatti avesse ritenuto di essere stato condannato ingiustamente da un giudice si poteva rivolgere direttamente al re, che come nel diritto romano classico era il massimo pontefice, per sottoporgli il proprio caso e ricevere nuova sentenza.
Anche dopo l’invasione araba il Liber è stato a lungo usato dalla popolazione iberica per normare i rapporti tra connazionali dietro il pagamento al reggime arabo di una tassa. Sarà abbandonato solo dopo la riconquista cristiana della penisola iberica e sarà il modello sul quale si formeranno i nuovi codici.

Agli inizi del VI secolo il re franco Clodoveo, dopo aver vinto i Visigoti nel 507, riuscì ad insediarsi nel sud della Francia dando vita al regno dei Franchi.  Nello stesso periodo Clodoveo, dopo il matrimonio con la principessa burgunda Clotilde, si converte al cristianesimo e trova nella chiesa un forte e potente alleato.
Proprio egli promosse la stesura del Pactus Legis Salicae, un testo che rispecchiava profondamente le consuetudini germaniche intrise di elementi magici risalenti al periodo pre-cristiano, steso il latino pur riportando termini germanici dove non era possibile tradurli.
La legislazione in questo caso non è frutto dell’imperium del re ma è un atto di impero tra il re e i suoi sudditi, un pactus, pubblicato davanti all’assemblea e all’esercito in armi.