Diritto e rivoluzioni di fine Settecento

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Descrizione

Prima fra tutte in ordine cronologico dobbiamo segnalare la Rivoluzione Americana che portò all’indipendenza degli Stati Uniti dalla madre patria Inghilterra (1775-1783). Nel prologo della dichiarazione di indipendenza del 1776 possiamo trovare alcuni dei diritti fondamentali che la guerra d’indipendenza ha sancito primo fra tutti il diritto a ribellarsi ad una occupazione ingiusta che viola i diritti fondamentali dell’uomo e il principio di uguaglianza giuridica tra i cittadini conquistati e i conquistatori.

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Prima fra tutte in ordine cronologico dobbiamo segnalare la Rivoluzione Americana che portò all’indipendenza degli Stati Uniti dalla madre patria Inghilterra (1775-1783).
Nel prologo della dichiarazione di indipendenza del 1776 possiamo trovare alcuni dei diritti fondamentali che la guerra d’indipendenza ha sancito primo fra tutti il diritto a ribellarsi ad una occupazione ingiusta che viola i diritti fondamentali dell’uomo e il principio di uguaglianza giuridica tra i cittadini conquistati e i conquistatori.
 Tra i principi principali sanciti dalla dichiarazione vi troviamo:
Gli uomini sono stati creati uguali
Gli uomini sono stati dotati dal creatore i diritti inalienabili tra i quali quelli alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità
I governi sono istituiti per garantire il raggiungimento di questi fini
I governi derivano il loro potere dal consenso dei governati
I popoli hanno diritto di modificare o abolire qualsiasi governo che non garantisce il perseguimento di questi scopi e di istituire un nuovo governo

L’altra grande rivoluzione che modificò il corso della storia e senza dubbio la Rivoluzione Francese . La fase storicamente più ricca e importante è quella che va dal giugno 1789, con l’istituzione dell’assemblea costituente, al settembre 1792. A questa fase della rivoluzione parteciparono numerosissimi ceti civili e molti esponenti dell’ancient regime. Lo stesso Roberspierre partecipò alla stesura del codice penale del 1791 e si batté per l’abolizione della pena di morte nel nuovo stato francese, poi nel 1793 con la costituzione giacobina, che però non entrò mai in vigore,  iniziò il periodo di terrore portato avanti dallo stesso Robespierre e dal suo comitato per la salute pubblica. In questo periodo si forma anche il diritto amministrativo e vengono istituiti i primi tribunali speciali a cui il popolo si poteva rivolgere in caso di problemi con l’amministrazione statale.
Questa rivoluzione può essere senza dubbio anche definita una rivoluzione dei giuristi contro altri giuristi per l’importanza che i pratici ebbero in questo lasso di tempo in cui si susseguirono numerose costituzioni e in cui l’ordinamento giudiziario venne capovolto.
Tra i principali provvedimenti  rivoluzionari presi per l’ordinamento giudiziario troviamo:
1-Il tribunale di Cassazione, come tribunale d’ultima istanza  che si occupava solo del controllo di legittimità e da cui nascerà anche la cassazione italiana (in Italia infatti l’opinione era divisa tra la cassazione francese e quella austriaca che invece costituiva un altro tribunale di merito)
2-Il processo penale impostato sul modello accusatorio che garantiva il diritto alla difesa
3-L’oralità del processo cioè si pensò ad un processo pubblico in cui l’opinione popolare aveva una certa influenza sulla sentenza. Il processo diventa così un fenomeno d’attrazione . Dopo il 1795 si decise di distinguere il processo penale in due fasi, la prima istruttoria e quindi segreta e scritta e la seconda  accusatoria, pubblica e orale. Vi era una giuria popolare che quindi decideva la colpevolezza dell’imputato e successivamente in caso di colpevolezza il giudice decideva la pena da applicare
4-Affermazione del diritto di difesa
5-Decreto istitutivo degli uffici di stato civile, prima era compito della chiesa
6-Affermazione del principio d’uguaglianza già espresso nella dichiarazione dei diritti dell’uomo
7-Divieto di testamento poiché in base al principio di uguaglianza tra i figli era valida solo la successione legittima
8-Istituzione del divorzio con la conseguente laicizzazione del matrimonio che doveva essere svolto in municipio per essere riconosciuto dall’ordinamento, realizzazione dell’uguaglianza tra i coniugi e tutela della parte debole in caso di divorzio
9-Diritto di successione dei figlia naturali pur se con qualche limite
Anche nel diritto penale si registrò un profondo cambiamento, il diritto penale è ovunque la sfera in cui si aspirò a realizzare il più alto livello di certezza giuridica e la più profonda rottura sostanziale con l’ancien régime. Ecco quindi che nel 1791 si realizza il primo moderno codice penale ispirato dal principio di garanzia di libertà e sicurezza individuale volto anche a eliminare l’arbitrarietà dello stato  nei confronti del cittadino.
Tra i principi fondamentali troviamo:
1-Tutti i principi contenuti nella dichiarazione del 1789
2-le legge non può impedire se non le azioni che rechino danno alla società; tutto ciò che non è impedito dalla legge non può essere impedito
3-La legge non deve stabilire che pene strettamente e evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto e legalmente applicata
4-Funzione rieducativa della pena
5-Laicità della pena e depenalizzazione di eresia, lesa maestà divina, magia, sortilegio…
6-Legalità
7-Uguaglianza della pena e del soggetto di diritto penale
8-Proporzionalità della pena alla gravità del reato
9-Temporaneità della pena per verificare la sua funzione rieducativa
10-Decremento progressivo
11-Sistema delle pene fisse
E per completare l’opera fu redatto anche un codice di procedura penale nel 1795 chiamato codice Merlin
1-Azione pubblica e iniziativa del pubblico ministero
2-Segretezza della fase istruttoria
3-Pubblicità del dibattimento
4-Giuria
5-Discussione su:
6-Valore probatorio dei verbali istruttori del processo
7-Sanzionabilità del teste contraddittorio
Anche per ciò che riguarda le leggi civile si volle dare un unico codice che fosse vigente in tutto lo stato e che contenesse i principi ispiratori della rivoluzione. I progetti furono numerosi
I Progetto Cambacérès  (9 agosto 1793)
II Progetto Cambacérès  (9 settembre 1794)
III Progetto Cambacérès (12 giugno 1796)
Progetto Jacqueminot (21 dicembre 1799)
Progetto Target (fine 1798-inizio 1799)
Dopo la presa del potere di Napoleone si ripresentò il problema di scrivere un codice civile unico per lo stato che abolisse tutte le altre fonti, così Napoleone istituisce una commissione di autorevoli giuristi (Portalis, Tronchet, Bigot de Preameneu, Maleville) per realizzare quello che passerà alla storia come il Code Napoleon. Grazie anche alle idee di Domat e Poither di cui erano grandi conoscitori riuscirono ad arrivare alla stesura di un primo codice nel 1803; un codice equilibrato, ispirato di al droit ecrit sial al droit coutumer, che conteneva solo due grandi innovazioni, la prima era le definizione di proprietario di Poither e la seconda innovazione stava nella definizione di pubblica utilità del dominio. Inoltre vi troviamo la scelta di definire il contratto come strumento dell’autonomia individuale perfezionato dalla volontà delle parti contraenti. Unico attrito tra i quattro giuristi e Napoleone fu quando quest’ultimo dichiarò che il codice civile sarebbe andato a sostituire tutte le altre fonti del diritto ”A partire dalla pubblicazione del presente codice il diritto romano, le ordinanze, le consuetudini generali o locali, gli statuti, i regolamenti cesseranno di avere forza di legge generale o particolare nelle materie che costituiscono oggetto del presente codice”.
Questo codice che ebbe molto successo in tutta Europa e in particolare in Italia Esaltava fortemente la libertà della società civile e poteva quasi essere considerato un inno all’individualismo liberale ma ricevette anche numerose critiche perché proprio per questa sua forte valorizzazione dell’individualismo poteva essere considerato come una strumento del potere pubblico in un’ottica dirigistica e accentratrice, riproduzione dell’antico atteggiamento dello stato assoluto, non a caso fu molto usato dai sovrani restauratori.

Se infatti da un lato poteva essere considerato come un complesso di norme in uno stato di ritto dall’altro poteva essere altrettanto considerato come un diritto di stato e diritto pubblico dei rapporti inter privatos (ricordiamo che il diritto di stato, connesso con il positivismo legislativo, deriva dall’eliminazione delle fonti alternative alla legge statale mentre lo stato di diritto è l’entità statale  nella quale sono garantiti attraverso il diritto positivo i diritti e le libertà individuali; nello stato di diritto vige una costituzione attraverso la quale il cittadino può far valere i propri diritti anche se la controparte è lo stato stesso).
Con la restaurazione (1815-1848) vi è un ritorno all’assolutismo più regolato grazie alla vigenza del Code anche se poi ogni stato redige un proprio codice in principi espressi erano quasi tutti ispirati al lavoro di Napoleone.