Diritto in umanesimo

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Descrizione

Si origina dalla critica ai giuristi e al loro sistema, critica che proviene anche da ambienti lontani dal diritto, critica all’interpretazione e all’uso del diritto romano, la scuola culta è l’apice di questo processo che nasce dallo sviluppo della coscienza critica del 1300 che porta quindi ad una rivalutazione di tutti i dogmi giuridici fino ad allora adottati, un processo che si propone di abbattere i liti posti dalle teorie precedenti e parte quindi da una critica di carattere filologico al sistema medievale . In questo periodo vengono ritrovati molti testi integrali del diritto romano per riportare il corpus iuris alla sua antica sapienza anzi Lorenzo Valle, uno dei più importanti esponenti dell’umanesimo italiano pensa che Giustiniano e il suo corpus iuris sia stato il primo grande travisamento dei principi fondamentali del diritto romano.

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Si origina dalla critica ai giuristi e al loro sistema, critica che proviene anche da ambienti lontani dal diritto, critica all’interpretazione e all’uso del diritto romano, la scuola culta è l’apice di questo processo che nasce dallo sviluppo della coscienza critica del 1300 che porta quindi ad una rivalutazione di tutti i dogmi giuridici fino ad allora adottati, un processo che si propone di abbattere  i liti posti dalle teorie precedenti e parte quindi da una critica di carattere filologico al sistema medievale . In questo periodo vengono ritrovati molti testi integrali del diritto romano per riportare il corpus iuris alla sua antica sapienza anzi Lorenzo Valle, uno dei più importanti esponenti dell’umanesimo italiano pensa che Giustiniano e il suo corpus iuris sia stato il primo grande travisamento dei principi fondamentali del diritto romano. Grazie ai recenti ritrovamenti si può finalmente arrivare ad una compilazione completa e fedele della storia dell’impero romano, ci si pone quindi in un’ottica di critica storica e filologica dell’interpretazione del diritto romano a cui si accompagna una critica dei costumi dei giuristi del tempo che secondo il Petrarca non curano la ratio e il processo storico che sta dietro ogni norma poiché sono invece molto più preoccupati dei loro guadagni personali.
Loraenzo Valla fa una critica molto violenta anche a Bartolo il quale on ha avuto alcun riguardo per i motivi storici che hanno portato alla formazione dei vari codici; per questo il diritto romano non può essere considerato tutto positivo e vigente.  Queste forti critiche verso la categoria dei giuristi del tempo portano valla ad abbandonare Pavia, città dove fino ad allora aveva risieduto, per trasferirsi a napoli dove si dedica allo studio delle sacre scritture e del decretum di Graziano e anche in questi testi troverà forti travisamenti che lo portano a metterne in dubbio l’autorità e proprio per questo verrà scomunicato per eresia.
Sul piano degli studi giuridici i primi a raccogliere la sfida lanciata dai grandi umanisti sono Budè, Alciato e Zasius.
Tutti e tre pubblicano delle opere di fonda,mentale importanza per capire i vari punti di vista della scuola culta, in particolare Alciato, studioso della storia romana, si applica all’interpretazione del diritto romano mediando tra la necessità pratica ed un’interpretazione corretta dei principi romani. Ad opera loro si arriverà alla creazione di un nuovo metodo di studio del diritto romano:
1-indagine sul testo per assicurarsi della correttezza della fonte (per esempio che la traduzione sia corretta…)
2-contestualizzazione della norma nel periodo storico per andare alla ricerca della ratio della norma stessa
3-ripensare l’intera sistema giuridico.

Alciato scrive numerose opere ma tra le più importanti e significative circa il suo metodo troviamo le adnotationes (1515) del libri X-XII del corpus iuris (quelli che trattavano l’organizzazione burocratica dell’apparato statale e che erano state inserite da federico II nel suo liber augustalis) che sono codici che trattano la storia dell’apparato statale nell’impero e nel 1530 scrive il De verborum significatione che si proponeva di evitare tutti i travisamenti compiuti dai glossatori. Quest’analisi filologica e storica è applicata anche alle sacre scritture e ai testi di diritto canonico, questa è infatti una corrente che influenza la corrente culturale religiosa cattolica ma valorizza anche la corrente protestante. Anche Erasmo da rotterdam in un suo celebre trattato Elogio alla follia critica l’interpretazione delle sacre scritture.
Altro importante esponente di questo movimento fu Jacques Cujas il quale fa una ricerca sulle modifiche fatte da triboniano e dalla sua commissione al tempo della compilazione del corpus iuris, soprattutto nel digesto egli compie una vera e propria ricerca scientifica delle interpolazioni che avevano in qualche modo alterato la conoscenza del diritto romano.
Nello stesso tempo vi è quindi una critica serrata alle interpretazioni moerne del diritto romano ma anche una riscoperta delle vere fonti del diritto antico quali
1-i giuristi classici
2-il codice teodosiano
3-i capitolari carolingi
4-le leggi dei franchi, in particolare la legge salica, e degli svevi
5-la storia dei vandali, dei goti e dei longobardi, portata a termine da Ugo Grozio fondatore del giusnaturalismo moderno
Altro importante esponente fu Francis Hotmann, esponente critico della scuola culta, che riassume tutti i movimenti precedenti del passato per criticare il presente e èporre nuovi obbiettivi per il futuro primo fra tutti la realizzazione di un codice di leggi nazionale. Hotmann è un funzionario regio alla corte di francia e critica molto aspramente le nuove monarchie assolutistiche (tesi esposta nell’opera francogallia del 1537) e la compilazione fatta da triboniano (antitribonianus del 1567) che aveva fatto un lavoro anti storico appiattendo tutti i principi del diritto romano in un’unica dimensione senza considerare che norme diverse corrispondevano a momenti storici diversi. In particolare critica il metodo di insegnamento del diritto allora usato che consisteva in un mero esercizio mnemonico che annullava le capacità critiche dell’allievo, critica l’organizzazione dei giudici che non avevano l’opportunità di specializzarsi in un solo campo del dritto ma dovevano conoscere un po’ di tutto  e quindi nell’emettere le sentenze erano sottoposti all’autorità degli avvocari ed eventualmente dei consilia. Hotmann si propone di creare una nuova e sola fonte del diritto pienamente vigente in tutto il regno, creare delle codificazioni, una per stato, che uniformino il diritto e i suoi istituti. Ecco allora che il re con una sua commissione dovrebbe riesaminare tutte le fonti fino ad allora scoperte del diritto romano e fare una selezione delle norme che possono ritenersi ancora vigenti o utili alla società in modo da creare un testo unico, chiato completo, destinato alla pratica e ufficiale poiché emanato dal sovrano. Vi è poi un altro ramo della scuola culta che invece si ripropone soltanto una semplificazione delle norme romane e una ricostruzione sistematica del corpus iuris chiedendo una chiarezza analitica ed espositiva., per esempio come aveva fatto gaio che aveva diviso il diritto in tre grandi categorie personae, res, actiones (questa divisione sta alla base del primo codice europeo il codice napoleonico).
Tutto ciò porta ad un distacco graduale dal diritto romano
 A vantaggio della formazione di nuovi diritti nazionali. L’unico modo per risolvere il problema della confusione e dell’incertezza delle fonti è secondo gentile o la costituzione di nuove codificazione, ma è quasi impossibileun distaccamento completo e immediato, oppure un uso migliore delle fonti già in utilizzo. Gentile contrappone quindi il mos italicus che racchiude tutto il diritto romano come lo si era fino al allora applicato, e il mos gallicus che racchiude tutte le nuove correnti e la nascita dei nuovi codici senza però il distacco completo e totale dalla tradizione romana.