Documenti fiscali di controllo

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Descrizione

Fino al 27 settembre 1996 la bolla di accompagnamento doveva obbligatoriamente accompagnare ogni bene viaggiante a qualsiasi titolo (vendita, deposito etc.). In seguito all’approvazione del D.P.R. 472/96 è obbligatoria solo se i beni ceduti o spediti a qualsiasi titolo siano tabacchi, fiammiferi, prodotti soggetti a particolari imposte o vigilanza. Per tutte le altre merci, come strumento semplificatorio degli adempimenti tributari e allo scopo di armonizzare la nostra legislazione a quella degli altri paesi della Comunità Europea, è stato introdotto il documento di trasporto o consegna.

Tipologia

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Testo completo

Fino al 27 settembre 1996 la bolla di accompagnamento doveva obbligatoriamente accompagnare ogni bene viaggiante a qualsiasi titolo (vendita, deposito etc.). In seguito all’approvazione del D.P.R. 472/96 è obbligatoria solo se i beni ceduti o spediti a qualsiasi titolo siano tabacchi, fiammiferi, prodotti soggetti a particolari imposte o vigilanza.
Per tutte le altre merci, come strumento semplificatorio degli adempimenti tributari e allo scopo di armonizzare la nostra legislazione a quella degli altri paesi della Comunità Europea, è stato introdotto il documento di trasporto o consegna.
Quest’ultimo è un documento che deve essere emesso dall’azienda venditrice prima dell’inizio del trasporto o della consegna dei beni, nell’ipotesi in cui la fattura non sia rilasciata immediatamente. Deve essere redatto in duplice copia (un esemplare da conservare e l’altro da trasmettere alla controparte), secondo uno schema libero, senza vincoli di forma, di dimensioni e di tracciato.
La ricevuta fiscale è un documento sul quale si attestano le prestazioni effettuate e l’importo versato dai beneficiari di tali prestazioni.
È prevista in via obbligatoria, quale strumento di controllo fiscale, per alcune categorie di contribuenti che effettuano specifiche cessioni di beni e/o prestazioni di servizi. Tali soggetti, infatti, devono emettere la ricevuta fiscale per tutte quelle operazioni commerciali per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura.
Dall’1-1-1993 è in uso un unico modello di ricevuta fiscale (cd. ricevuta fiscale unificata); tuttavia, per evitare aggravi economici alle categorie interessate, in luogo del nuovo modello unificato si è consentito l’utilizzo degli stampati relativi alle ricevute fiscali o fatture - ricevute fiscali conformi alla precedente modulistica, fino ad esaurimento delle scorte.
La ricevuta fiscale unificata deve contenere le seguenti indicazioni:
numerazione progressiva prestampata, attribuita dalla tipografia autorizzata a stampare i suddetti modelli;
data dell’operazione;
ditta, denominazione o ragione sociale, ovvero nome e cognome se persona fisica, domicilio fiscale e numero di partita IVA dell’emittente, nonché l’ubicazione dell’esercizio in cui viene esercitata l’attività e sono conservati i documenti previsti dal citato decreto;
natura, qualità e quantità dei beni e servizi che sono oggetto dell’operazione;
ammontare dei corrispettivi dovuti comprensivi dell’imposta sul valore aggiunto.
Le copie delle ricevute fiscali vanno conservate fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello dell’emissione.
Dal 21-2-1997, in seguito all’emanazione del D.P.R. 696/96, è operante la piena alternatività tra ricevuta e scontrino anche ai fini della documentazione delle spese sostenute e quindi ha perso di significato la prevista opzione del rilascio della ricevuta fiscale in luogo dello scontrino (e viceversa) per alcune categorie di soggetti.
Lo scontrino è un documento fiscale, stampato da macchina elettrocontabile, che deve essere rilasciato da particolari categorie di contribuenti, per rendere immediato il controllo da parte degli organi dell’amministrazione finanziaria.
Lo scontrino deve indicare:
la ditta, denominazione o ragione sociale ovvero cognome e nome del rivenditore;
il numero di matricola del registratore di cassa;
il numero di partita IVA del rivenditore nonché l’ubicazione del negozio;
il numero progressivo dello scontrino con relativa data e ora di emissione;
l’ammontare dei corrispettivi e dell’intera operazione.
L’emissione dello scontrino è obbligatoria per i soggetti che svolgono le attività di cessione di beni, in locali aperti al pubblico o in spacci interni, per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura, nonché per le imprese che esercitano l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in pubblici esercizi per cui non sia obbligatoria l’emissione della ricevuta fiscale.
Tale obbligo deve essere adempiuto utilizzando solo gli strumenti indicati dalla legge: registratori di cassa, terminali elettronici, bilance elettroniche dotate di stampante.
Dall’1-1-1993 sono sottoposti all’obbligo di rilascio dello scontrino anche coloro che effettuano operazioni di commercio su aree pubbliche ai sensi della L. 112/91 (cd. ambulanti) per i quali è prevista la possibilità di emettere scontrino manuale o prestampato a tagli fissi a particolari condizioni.
Il D.P.R. 696/96 ha dettato numerose norme di semplificazione in materia di obblighi di certificazione dei corrispettivi tra cui l’introduzione della piena alternatività tra ricevuta e scontrino ai fini della documentazione delle spese sostenute.