Elagabalo

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Descrizione

Il nuovo imperatore, che regnò dal 218 al 222 d.C., è più noto con questo soprannome. La spiegazione è data da un rilievo: Elagabalo vuol dire «dio-montagna». A Emesa, città famosa per il suo tempio, la religione aveva un carattere solare molto marcato. L’idolo di questo tempo era una grande pietra nera conica che si diceva caduta dal cielo e che ci mostrano alcune monete. A Roma la divinità di Elagabalo non si sapeva come andasse tradotta: bisognava considerarlo come Giove o come Sole? Così Elagabalo fu spesso tradotto Heliogabalus.

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Testo completo

Il nuovo imperatore, che regnò dal 218 al 222 d.C., è più noto con questo soprannome. La spiegazione è data da un rilievo: Elagabalo vuol dire «dio-montagna». A Emesa, città famosa per il suo tempio, la religione aveva un carattere solare molto marcato. L’idolo di questo tempo era una grande pietra nera conica che si diceva caduta dal cielo e che ci mostrano alcune monete.
A Roma la divinità di Elagabalo non si sapeva come andasse tradotta: bisognava considerarlo come Giove o come Sole? Così Elagabalo fu spesso tradotto Heliogabalus. Davanti a questo dio l’imperatore, che era anche sacerdote del tempio di Emesa, dove si trovava l’idolo della pietra e dove si adorava il dio Elagabalo, danzava nelle cerimonie religiose al suono dei flauti e vestito con una veste fenicia di color porpora e d’oro, adorno di gioielli.
Del suo regno si devono ricordare molti aspetti:
Dopo un breve soggiorno ad Antiochia e l’uccisione di membri dell’amministrazione collaboratori di Macrino, le principesse siriache e i loro figli raggiunsero Roma. Il viaggio durò un anno, e spesso assunse l’andatura di una processione religiosa, in quanto fu trasportato anche il simulacro di pietra nera, perchè il giovane imperatore non voleva separarsi dal suo idolo.
Elagabalo fece il suo ingresso solenne a Roma, e sembrò aver l’unica preoccupazione di introdurre il suo dio.
L’imperatore fece costruire sul Palatino un tempio per il suo dio; all’interno ci inserì gli emblemi della religione tradizionale di Roma: il fuoco della dea Vesta, il Palladium, gli scudi dei Salii, la pietra nera della dea Cibele, come se volesse accentrare con il suo dio tutti gli altri culti. In questo modo, per la prima volta emerse un atteggiamento di enoteismo di Stato, cioè l’atteggiamento di chi adora un solo dio, al quale però sono subordinate altre divinità.
Furono fondamentalmente le Giulie della stirpe siriana a governare: Giulia Mesa, la nonna; Giulia Soemiade, la madre di Elagabalo; e infine Giulia Mamea, l’altra figlia della Mesa.
Tutte parteciparono alle sedute in Senato.
La decisione più importante presa da Giulia Mesa fu quella di far adottare a Elagabalo suo cugino Gessius Bassianus Alexianus, dimodoché l’avvenire della dinastia sarebbe stato garantito.
I due furono presto consoli insieme.
Difficoltà dell'impero:
- la situazione finanziaria si deteriorò;
- i Germani erano di nuovo aggressivi;
- si intravedeva ostilità nei confronti dell’imperatore da parte dei pretoriani, dell’esercito e anche del Senato;
- Giulia Mamea, la zia di Elagabalo, fece intrighi per far salire presto sul trono suo figlio Alexiano.
A tutto ciò bisogna aggiungere gli scandalosi comportamenti di Elagabalo:
- il suo comportamento eccentrico e provocatore;
- i suoi eccessi, le sue bizzarrie e i suoi vizi;
- i suoi matrimoni e il suo interesse per le cortigiane;
- l’interesse per gli animali esotici;
- il suo modo di attribuire cariche e posti importanti ai suoi favoriti: il prefetto dei vigili era un ex cocchiere; il prefetto dell’annona un ex parrucchiere; il prefetto dell’Urbe un ex danzatore.
Tutto ciò urtava il popolo romano, alimentò i pettegolezzi e isolò l’imperatore. Così, quando Elagabalo arrivò a proporre di esiliare l’intero Senato, nonché a tentare di eliminare suo cugino-rivale, si scatenò una sommossa dei pretoriani, tramata, sembra, da Giulia Mamea. Elagabalo, sua madre e i loro partigiani furono massacrati nel 222 d.C.
I loro corpi, decapitati, furono gettati nel Tevere e subirono tutti la damnatio memoriae. Alessandro venne proclamato nuovo imperatore.