Epifisiolisi della testa femorale

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Descrizione

Consiste in uno scivolamento, solitamente in direzione posteriore ed inferiore, dell'epifisi prossimale del femore, causato, nell'adolescente, da un indebolimento strutturale della cartilagine di accrescimento. Nel 30% dei casi è bilaterale. Fattori predisponenti sono un disturbo metabolico o endocrino, come la sindrome adiposo-genitale, o uno sviluppo somatico molto rapido. Lo scivolamento può essere acuto, ma più frequentemente la patologia è subacuta o cronica per cui lo scivolamento è progressivo ed insidioso e si manifesta chiaramente con un episodio acuto traumatico, anche di lieve entità.

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Testo completo

Consiste in uno scivolamento, solitamente in direzione posteriore ed inferiore, dell'epifisi prossimale del femore, causato, nell'adolescente, da un indebolimento strutturale della cartilagine di accrescimento. Nel 30% dei casi è bilaterale.
Fattori predisponenti sono un disturbo metabolico o endocrino, come la sindrome adiposo-genitale, o uno sviluppo somatico molto rapido.
Lo scivolamento può essere acuto, ma più frequentemente la patologia è subacuta o cronica per cui lo scivolamento è progressivo ed insidioso e si manifesta chiaramente con un episodio acuto traumatico, anche di lieve entità.
Quando lo scivolamento progredisce lentamente, la testa ed il collo femorale si deformano lentamente; il periostio viene stirato e in fase di guarigione la testa diventa smussa con una colata ossea postero-inferiore; al termine dell'accrescimento la cartilagine di accrescimento si ossifica e si ha la stabilizzazione della deformità.
La naturale evoluzione dopo la guarigione spontanea porta verso l'artrosi dell'anca.
Nelle fasi iniziali dell'epifisiolisi, i sintomi principali sono il dolore nella regione dell'anca e del ginocchio e la conseguente zoppia, ma la malattia può anche essere del tutto asintomatica fino all'evento acuto, che si presenta con sintomatologia imponente; la diagnosi, radiografica non sempre è evidente, per cui è necessaria una proiezione assiale.
Il trattamento è sempre chirurgico ma si diversifica a seconda del grado di scivolamento e del fatto che l'epifisiolisi sia acuta o cronica.
Se lo scivolamento è acuto, si esegue un tentativo di riduzione incruenta in narcosi, dopo un periodo di trazione al letto. Se il tentativo, che non deve essere ripetuto più volte a causa del rischio di procurare un danno vascolare all'epifisi, riesce, la testa viene fissata nella posizione corretta con una sintesi metallica a minima; in caso di fallimento è indicato il ricorso alla riduzione cruenta a cielo aperto e successiva fissazione.
In caso di epifisiolisi cronica, se lo scivolamento non è superiore ad 1/3 - 1/2 della testa e se è mantenuta una buona articolarità, si preferisce fissare l'epifisi, senza ridurla in sede, per mezzo di fili di Kirshner o sottili chiodi tipo Knowels.
Mezzi di sintesi più traumatizzanti devono essere evitati per non danneggiare la cartilagine di accrescimento provocandone la chiusura precoce.
Dopo l'intervento, la riabilitazione deve essere graduale ed il carico viene concesso con progressione. Dopo la fusione epifisaria i mezzi di sintesi devono essere rimossi.
Poichè la lesione è spesso bilaterale l'intervento è suggerito da alcuni autori anche controlateralmente.
Se la testa è scivolata per più di 1/2 del suo diametro, o se è compromessa la articolarità, si può eseguire un intervento di osteotomia per ottenere il centramento della testa femorale. Si pratica solitamente, in zona lontana dalla vascolarizzazione del collo e della testa femorale, la osteotomia sotto-trocanterica di valgizzazione e rotazione del segmento prossimale per ottenere un miglior centramento della testa femorale nell'acetabolo.