Esercito e culto imperiale sotto i Giulio-Claudii

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Descrizione

Dalla morte di Augusto, globalmente l’esercito rimase quello che era sempre stato, leale cioè alla casa imperiale. Il solo imperatore a non essere più rispettato fu Nerone, verso il quale un tribuno di una coorte pretoria, implicato nella congiura di Pisone, espose le sue ragioni di avversità prima di essere messo a morte. A Nerone che gli domandava come mai avesse dimenticato il suo giuramento di fedeltà verso l’imperatore, rispondeva: «Non c’è stato nessuno che ti abbia amato e rispettato più di me prima che ti dimostrassi assassino di tua madre e di tua moglie, auriga, istrione e incendiario: allora ti ho odiato» (da Tacito, Annales).

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Testo completo

Dalla morte di Augusto, globalmente l’esercito rimase quello che era sempre stato, leale cioè alla casa imperiale. Il solo imperatore a non essere più rispettato fu Nerone, verso il quale un tribuno di una coorte pretoria, implicato nella congiura di Pisone, espose le sue ragioni di avversità prima di essere messo a morte.
A Nerone che gli domandava come mai avesse dimenticato il suo giuramento di fedeltà verso l’imperatore, rispondeva: «Non c’è stato nessuno che ti abbia amato e rispettato più di me prima che ti dimostrassi assassino di tua madre e di tua moglie, auriga, istrione e incendiario: allora ti ho odiato» (da Tacito, Annales).
È peraltro la sollevazione degli eserciti di provincia e il tradimento del prefetto del pretorio che provocarono fuga e morte di Nerone.
Questa entrata in scena degli eserciti fu una trasformazione fondamentale del i secolo d.C.
Dal regno di Augusto il culto imperiale era rivolto verso Cesare, un morto, ma anche verso Augusto, un vivente. Questi due aspetti non scomparvero sotto i Giulio-Claudii, ma l’apoteosi di Augusto, le innovazioni di Caligola e Nerone li trasformarono per dare vita ad una nuova religione ufficiale.
Per quanto riguarda gli imperatori morti:
- L’apoteosi: dopo Augusto, è il solo Claudio ad accedere al rango delle divinità. Gli onori che Tiberio aveva affidato ad Augusto, dunque, servirono come modello per i successori che avrebbero ricevuto l’apoteosi. Questo rituale fu inaugurato proprio per Augusto, e raggiunse la sua perfezione nella seconda metà del ii secolo. Il corpo, più tardi rimpiazzato da un simulacro di cera, era posto sopra una pira eretta nel Campo Marzio, intorno alla quale la società sfilava. Un’aquila fuggiva dalla pira, portando l’anima del Principe. Quando il corpo era completamente bruciato venivano raccolte le ossa per metterle nella tomba. Alla fine del rito, si poteva onorare l’essere umano sia come divinità che come morto, anche se a Roma questo faceva divertire alcuni spiriti scettici, come Vespasiano, che prima di morire avrebbe detto «Sento di diventar divino».
- Tempio del Divino Augusto: fu eretto nel Foro, ed aveva dei sacerdoti che gli erano stati votati, nonché un collegio (sodales augustales) che raccoglieva membri delle famiglie senatorie e di quella imperiale.
- Sviluppo del culto domestico di Augusto: nacque innanzitutto nella famiglia imperiale, e Livia ne fu la sacerdotessa. Ad ogni morte di un componente della famiglia imperiale, poi, si notava una fiammata del culto imperiale, in particolare alla morte di Germanico e a quella della sorella di Caligola, Drusilla, divinizzata.
Per quanto riguarda gli imperatori vivi:
- Tiberio: rifiutò sempre qualsiasi onore divino che gli fu proposto; tuttavia, dall’uccisione di Seiano, si delineò un cambiamento: sulle monete e sulle iscrizioni ufficiali la Provvidentia divinizzata fu associata all’imperatore che, reprimendo il movimento di Seiano, aveva messo d’accordo il mondo e la volontà divina.
- Caligola: il suo breve regno pose un problema non risolto: per alcuni, infatti, egli fu il primo a voler imporre una concezione teocratica e teologica del potere, sarebbe apparso abbigliato alla maniera di Bacco o di Apollo o di Giove; per altri, invece, sarebbe stato semplicemente l’oggetto di critiche maldicenti e calunniose. In nessun caso, comunque, avrebbe tentato di instaurare un dispotismo alla maniera orientale o di imporre la sua adorazione da vivo ai Romani.
- Claudio: si richiamò ai comportamenti di Tiberio, ma fu l’unico, in seguito, a ricevere l’apoteosi.
- Nerone: egli sembrava indifferente alla religione tradizionale. In compenso era molto superstizioso: consultava gli astrologi, non esitava a ricorrere alla magia, si volse verso i culti orientali e utilizzò il culto imperiale come uno strumento di potere assoluto, la voce stessa dell’imperatore era ritenuta divina. Fu associato soprattutto ad Apollo fin dai primi mesi del suo regno.