Evoluzione della amministrazione sotto i Giulio-Claudii

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Descrizione

Augusto aveva già organizzato un apparato amministrativo efficace e adatto alle dimensioni del mondo romano, e centrato su Roma. Peraltro, alla sua morte lasciò un Breviarum imperii, un «quaderno di lavoro» che forniva statistiche militari, l’ordine di battaglia dell’esercito, risultati diplomatici e amministrativi, e indicava le riserve del Tesoro e le rendite dello Stato.

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Augusto aveva già organizzato un apparato amministrativo efficace e adatto alle dimensioni del mondo romano, e centrato su Roma.
Peraltro, alla sua morte lasciò un Breviarum imperii, un «quaderno di lavoro» che forniva statistiche militari, l’ordine di battaglia dell’esercito, risultati diplomatici e amministrativi, e indicava le riserve del Tesoro e le rendite dello Stato.
I Giulio-Claudii perfezionarono l’amministrazione, ma le trasformazioni più importanti furono dovute soprattutto all’opera di Tiberio e Claudio:
Amministrazione centrale:
Tiberio:
- fece sparire il Consiglio del Principe, che venne rimpiazzato da un collegio di comites, più informale e più efficace;
- sorvegliò con cura il funzionamento degli uffici, pose dei consolari alla testa di alcuni di essi e moltiplicò i posti dei tecnici.
Claudio, vero riorganizzatore dell’amministrazione, affidò l’amministrazione ai liberti, grazie ai quali gli uffici divennero dei veri ministeri che rendevano l’imperatore indipendente dal Senato e dai cavalieri.
Contrariamente da quanto affermano gli storici antichi, in particolare Svetonio e Tacito, la politica di Claudio non dipese da quello che gli vollero far fare i liberti che, invece, assolsero i loro compiti senza cedimenti, ma le loro ricchezze e i loro crescenti poteri suscitarono rancori e gelosie da parte dei senatori.
Amministrazione provinciale: durante i Giulio-Claudii si constatò un miglioramento dell’amministrazione provinciale; i loro governatori erano controllati da assemblee provinciali.
Tiberio:
- vegliò che l’amministrazione fosse equa e parecchi governatori furono per questo condannati per gli affari di concussione e di abuso di potere;
- conservò per molto tempo i governatori da lui apprezzati;
- stanziò aiuti finanziari ai provinciali.
Claudio, nato a Lione, non poteva certo trascurare le province, ma questo portò anche a critiche negative nei suoi confronti, tanto che fu accusato di «voler mettere in toga tutti i Greci, gli Spagnoli, i Galli e i Britanni». La sua politica comportò quattro punti principali:
- fondazione di nuove colonie e municipi, per riallacciarsi alla politica di Cesare e Augusto;
- generosa politica di naturalizzazione, diritti di cittadinanza, richieste dei diritto di entrare in Senato;
- rafforzamento dei poteri dei procuratori imperiali, sia nelle province senatorie che in quelle imperiali;
- politica di grandi lavori, strade e acquedotti.