Gallieno

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Descrizione

Il primo ad ereditare una situazione assai disastrosa, soprattutto in campo militare, fu nel 260 d.C. Gallieno, che era stato associato al potere dal padre Valeriano. Gallieno è stato definito «un imperatore a cavallo».

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Testo completo

Il primo ad ereditare una situazione assai disastrosa, soprattutto in campo militare, fu nel 260 d.C. Gallieno, che era stato associato al potere dal padre Valeriano.
Gallieno è stato definito «un imperatore a cavallo». Egli:
- partecipò di persona a campagne militari;
- riorganizzò l’esercito con una riserva mobile e con il rafforzamento del numero dei protectores, le guardie del corpo;
- soppresse le cariche militari dei senatori, che erano infatti restii ad esporsi;
- il prefetto dell’accampamento si trasformò in comandante di legione.
- fu anche l’ultimo sovrano di origine aristocratica;
- rafforzò considerevolmente l’assolutismo imperiale, conferendogli un carattere teocratico attraverso il diadema;
- rese la figura dell’imperatore quella di un personaggio astratto ed eterno.
Fu uomo colto, affascinato dalla cultura greca; era stato iniziato ai misteri di Eleusi. Viveva circondato da una corte animata dall’imperatrice sua moglie, e nella quale brillavano filosofi come il neoplatonico Plotino. Il suo regno conobbe un’esplosione delle arti: si diffondeva la scultura e ancor più la pittura.
Gallieno rinunciò alle persecuzioni nei confronti dei cristiani a partire dal 260: un editto di tolleranza aprì un periodo di quarant’anni chiamato di «piccola pace della Chiesa».
Nonostante tutto questo, la situazione si guastò di nuovo e i Goti arrivarono ad Atene e nell’Illiria. L’imperatore fu allora assassinato nel 268. I suoi successori avrebbero continuato l’opera di riordino. Sarebbero stati imperatori illirici che venivano soprattutto dall’esercito.