Guerre germaniche sotto Marco Aurelio

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Descrizione

La prima guerra germanica ci fu tra il 167 e il 175 d.C. Nel 167 la peste stava devastando Roma. I Longobardi invasero la Pannonia e il Norico; gli Iazigi attaccarono le miniere d’oro in Dacia. La situazione venne fortunatamente ristabilita. Nel 169 morì Muore Lucio Vero. Marco Aurelio fece ritorno nella capitale per celebrare i funerali e l’apoteosi. In autunno, però, era nuovamente sul Danubio. I Romani organizzarono un’importante offensiva sul Danubio, ma si rivelò un disastro: l’Italia del nord era completamente occupata dai Quadi e dai Marcomanni.

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Testo completo

La prima guerra germanica ci fu tra il 167 e il 175 d.C.
Nel 167 la peste stava devastando Roma. I Longobardi invasero la Pannonia e il Norico; gli Iazigi attaccarono le miniere d’oro in Dacia. La situazione venne fortunatamente ristabilita.
Nel 169 morì Muore Lucio Vero. Marco Aurelio fece ritorno nella capitale per celebrare i funerali e l’apoteosi. In autunno, però, era nuovamente sul Danubio. I Romani organizzarono un’importante offensiva sul Danubio, ma si rivelò un disastro: l’Italia del nord era completamente occupata dai Quadi e dai Marcomanni. Ben assecondato da eccellenti generali, tuttavia, Marco Aurelio respinse gli invasori.
L’imperatore comprese che il pericolo generale era costituito dai Marcomanni, così, dopo aver respinto gli ultimi popoli ed aver stretto la pace con altri, i Quadi, intraprese una nuova spedizione:
1) I Romani penetrarono nel paese dei Marcomanni e riportarono una vittoria. Vennero attaccati anche i Quadi;
2) I Romani stipularono un trattato con i Marcomanni, secondo il quale:
- i Marcomanni non dovevano stringere alleanze tra di loro;
- dovevano commerciare sotto il controllo romano;
- dovevano restituire bottini e prigionieri;
- non dovevano avvicinarsi al Danubio.
Marco Aurelio sembrò determinato a creare nuove province ma venne a sapere che Avidio Cassio si era proclamato imperatore e le province d’Oriente erano passate dalla sua parte.
La seconda guerra germanica scoppiò nel 177 e durò fino al 180 d.C. E' conosciuta come una guerra anche peggiore della prima.
La presenza degli imperatori sul campo diventò necessaria, perché la situazione continuava a deteriorarsi. Essi lasciarono la capitale e dopo il primo anno di guerra (178) fu riportata una vittoria, probabilmente contro i Quadi. Sembra che a questo punto i barbari avessero ormai esaurito le loro forze:
- gli Iazigi non solo restavano calmi, ma per loro era anche vantaggioso stare dalla parte di Roma;
- i Marcomanni potevano benissimo essere romanizzati;
- i Quadi pensavano di emigrare a nord.
Nel 180 la creazione delle province in quelle zone, allora, non sembrava così utopica, tuttavia, due giorni prima dell’apertura dell’ultima campagna militare, Marco Aurelio morì sul Danubio.
Sul piano militare gli avvenimenti delle due guerre germaniche furono gravi, ma meno catastrofici di quanto si sia sempre creduto. Però, queste prime invasioni barbariche, la peste terribile, le guerre che sembravano non finire mai, furono un avvenimento assai decisivo della storia di Roma, tanto che molti storici fanno coincidere l’inizio della crisi dell’Impero proprio con il regno di Marco Aurelio.
Si può constatare infatti durante questo periodo un affanno del potere: a testimonianza di ciò ci sono alcune ripercussioni sul popolo cristiano, che fu perseguitato perché considerato responsabile della collera degli dei nei confronti dei Romani. Innanzitutto i Cristiani si stavano espandendo in tutti gli strati sociali, anche negli ambienti intellettuali e militari.
Crescendo, la Chiesa conobbe le prime eresie, come il montanismo.
I Cristiani erano odiati dal popolo perché poco conosciuti, in quanto vivevano in disparte; erano accusati di essere responsabili di tutti i mali dell’impero e non solo. Il rifiuto da parte loro di riconoscere gli dei dell’impero era un altro dei motivi che portò a farli odiare da tutti e a considerare come sovversivi.