I collaboratori di Augusto

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Descrizione

Tra i suoi collaboratori emergono due figure fondamentali, che sono Agrippa e Mecenate. Un passo celebre di Cassio Dione presenta i due dopo Azio che si domandano “che cosa fare?”: ristabilire la Repubblica?, dice Agrippa; o «una monarchia senza il nome», come raccomanda Mecenate? Dietro questo dialogo fittizio si profilano l’influenza di questi due consiglieri, nonché i loro contrasti. La loro fedeltà ad Augusto, comunque, fu assoluta.

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Testo completo

Tra i suoi collaboratori emergono due figure fondamentali, che sono Agrippa e Mecenate.
Un passo celebre di Cassio Dione presenta i due dopo Azio che si domandano “che cosa fare?”: ristabilire la Repubblica?, dice Agrippa; o «una monarchia senza il nome», come raccomanda Mecenate? Dietro questo dialogo fittizio si profilano l’influenza di questi due consiglieri, nonché i loro contrasti. La loro fedeltà ad Augusto, comunque, fu assoluta.
Mecenate: Etrusco, appartenente all’ordine equestre, che non desiderò mai lasciare; gran signore, ricco, discepolo di Epicureo, dai gusti raffinati; protettore dei poeti Virgilio, Properzio e Orazio. Era innanzitutto un diplomatico e una sorta di ministro dell’interno, capace di sventare cospirazioni e assicurare l’ordine.
Agrippa: Per molto tempo la sua azione è stata considerata solo quella di un soldato. Un lavoro recente ha invece arricchito la sua personalità. Egli era già con Ottaviano quando il futuro imperatore seppe, ad Apollonia, della morte del dittatore suo padre adottivo. Fedele, abile stratega, grande costruttore durante la sua censura, benefattore, ottimo amministratore, fu anche autore di una autobiografia e di opere tecniche.
Rude soldato dai talenti molteplici, insomma, mise tutta la sua energia nell’esaltare la grandezza di Roma e dell’Impero, del Principe e della dinastia.
Era stato rivestito della potestà tribunizia e dell’imperium proconsolare. Divenne inoltre correggente di Augusto, ossia suo collega.