I liberti

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Descrizione

A Roma gli schiavi si davano da fare dovunque: in campagna ed in città, nei campi, nelle case, nelle botteghe ed in tutta l’amministrazione dello Stato, ma né più né meno dei liberti e degli uomini liberi. Potevano vivere agiatamente e occupare dei posti chiave nell’economia e nell’amministrazione. Ogni schiavo poteva essere un liberto potenziale e la servitù un passaggio temporaneo fra lo status di prigioniero di guerra e quello di cittadino, inoltre, se il padrone acconsentiva, poteva farsi il peculio, che avrebbe costituito il prezzo della sua libertà.

Tipologia

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Testo completo

A Roma gli schiavi si davano da fare dovunque: in campagna ed in città, nei campi, nelle case, nelle botteghe ed in tutta l’amministrazione dello Stato, ma né più né meno dei liberti e degli uomini liberi. Potevano vivere agiatamente e occupare dei posti chiave nell’economia e nell’amministrazione. Ogni schiavo poteva essere un liberto potenziale e la servitù un passaggio temporaneo fra lo status di prigioniero di guerra e quello di cittadino, inoltre, se il padrone acconsentiva, poteva farsi il peculio, che avrebbe costituito il prezzo della sua libertà.
Esistevano due tipi di uomini liberi: i nati liberi ed i liberti.
I nati liberi avevano diritto all’accesso agli onori a patto che avessero il censo sufficiente, i liberti non avevano accessi, qualunque fosse il loro patrimonio.
In questa città, in cui l’onore era tutto, il liberto era più vicino agli schiavi, di cui era compagno, che ai cittadini fra i quali veniva iscritto.
Se il liberto non aveva accesso agli honores, era perché gli mancava l’honos, il senso dell’onore, cioè quel rapporto diretto con i valori civili non mediato da un padrone o un protettore.
Nel suo intimo rimaneva schiavo, ed era escluso da tutte le attività onorate e onorifiche.
Benché libero, il liberto restava in un rapporto di dipendenza nei confronti del suo ex padrone, diventato il suo patronus, cioè “colui che fa le veci del padre”. Gli doveva l’obsequium, come il figlio lo deve al padre: in altre parole doveva seguirlo nei luoghi pubblici e sostenerlo nella vita pubblica, e non poteva perseguirlo legalmente.
Gli doveva le operae, cioè un certo numero di giorni di lavoro. Quando il protettore era artigiano, il liberto doveva lavorare con lui, oppure doveva andarsene in un altra città.