Il diritto nel periodo tardo antico

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Descrizione

Nello studio del diritto ha importanza fondamentale lo studio del diritto dell’Impero romano tardo antico poiché molti dei suoi istituti sono ancora presenti nel nostro codice civile, inoltre le popolazione germaniche che arrivarono in Europa intorno al IV secolo innestarono un complesso di norme e istituti nuovi ed estranei al diritto romano senza però arrivare mai ad un suo completo abbandono anzi, proprio per l’esigenza di convivenza tra popoli con usi e costumi diversi, il diritto romano fece da collante e garantì giustizia ed equità per moltissimi secoli. L’imperatore Costantino (272-337) contribuì profondamente a formare i presupposti per quella che sarà la rivoluzione del diritto di Giustiniano.

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Nello studio del diritto ha importanza fondamentale lo studio del diritto dell’Impero romano tardo antico poiché molti dei suoi istituti sono ancora presenti nel nostro codice civile, inoltre le popolazione germaniche che arrivarono in Europa intorno al IV secolo innestarono un complesso di norme e istituti nuovi ed estranei al diritto romano senza però arrivare mai ad un suo completo abbandono anzi, proprio per l’esigenza di convivenza tra popoli con usi e costumi diversi, il diritto romano fece da collante e garantì giustizia ed equità per moltissimi secoli.
L’imperatore Costantino (272-337) contribuì profondamente a formare i presupposti per quella che sarà la rivoluzione del diritto di Giustiniano.
Proprio all’imperatore Costantino dobbiamo infatti la separazione dell’amministrazione civile da quella militare anche se con le successive invasioni germaniche questo concetto venne a perdersi verrà, molti secoli dopo, riutilizzato dai sovrani per istituire un regime diverso tra sovrano, vassalli e popolo.
Altra importante cambiamento che influenzerà la storia di tutta l’Europa è il riconoscimento e la legittimazione della religione cristiana (313). Costantino oltre a riconoscere le comunità cristiane ne osserva il sistema organizzativo completo e uniforme, fondato su regole di tipo consuetudinario (erano i vescovi ad amministrare la giustizia in nome di Dio, avevano la guida e il comando di intere comunità e la loro autorità era indiscussa) e sfruttando tutto ciò assegna ai vescovi la funzione di giudici civili (318) i quali però dovevano riferirsi al diritto romano e applicarlo nella sua pienezza.
Per non perdere però completamente il potere Costantino nel concilio di Nicea di propone di acquisire il controllo dei vescovi ponendo il cristianesimo come religione ufficiale e unica, condannando tutte le altre, considerate eresie, e con l’assunzione definitiva del dogma della trinità che era stato motivo di attrito tra le varie comunità religiose. Questa ultima decisione porterà alla prima importante divisione dei cristiani: da un lato i cattolici che credevano fermamente nel dogma, dall’altro gli ariani che invece non vi credevano e per questo vengono condannati da Costantino come eretici. Questo fu anche un dei motivi che nel 395 portò alla separazione dell’impero romano che si dividerà in regno di occidente e regno d’oriente con importanti conseguenze per gli edicta emanati.

L’eredità del tardo antico:
1.Impero e imperatore :costituzione assolutistica del potere imperiale (ciò che piace all’imperatore ha vigore come legge), la legge del sovrano vincola tutti meno che il sovrano.
2.Fonti del diritto: costituzioni e rescritti
3.Separazione delle gerarchie civili da quelle militari
4.I caratteri del processo (differenza tra azione inquisitoria e azione accusatoriacon le popolazioni barbariche annesse all’impero si applica solo il procedimento inquisitorio per avere un maggiorn controllo)
5.Codice Teodosiano (438) tenta di snellire e razionalizzare il sistema. Il suo era una raccolta di decisioni imperiali dove il termine codice indica solo il manoscritto (è l’ultimo codice di diritto romano applicato nell’impero occidentale), Teodosio cerca inoltre di fare un manuale di istituzioni romane per agevolare lo studio del diritto nelle scuole
6.-Gelasio I (Pontefice 492-496): separazione dei poteri: “ …nel mondo vi sono due dignità distinte, entrambe di origine divina …” - Distinzione tra sfera religiosa e sfera  civile (Vangeli di Luca e Matteo)
7.-Compilazione di Giustiniano (527-565) che però scompare per molto secoli, viene infatti nominato per l’ultima volta da Gregorio Magno e poi ricompare con le prime università.

Benedetto da Norcia scrive la sua regola monastica  che ha avuto importanza fondamentale anche negli ordinamenti temporali. La suddetta regola sancisce i principi fondamentali di tutti i monaci benedettini ovvero: obbedienza, gerarchia, meritocrazia.

Gregorio Magno FU aristocratico romano che, deciso di iniziare la carriera burocratica e convertitosi al cristianesimo, decide di diventare monaco bendettino e proprio grazie alla vita in monastero ha l’opportunità di studiare i più importanti e antichi codici. Eletto papa avvia l’evangelizzazione dell’Inghilterra e scrive le sue epistolae  in cui risponde a tutti i quesiti postigli da altri monaci per la risoluzione dei conflitti tra privati, cioè problemi di interpretazione di prassi da risolvere su un consistente apparato probatorio e con riferimenti importanti alla Scrittura (testi sacri), infatti ogni decisione deve essere presa sulla base di norme esposte in un testo scritto. Sarà proprio lui ha citare per l’ultima volta il Digesto di Giustiniano che poi sparire per secoli interi per poi riapparire nel XII secolo e sempre lui è il primo a citare per la prima volta la regola benedettina.

Altri testi di importanza fondamentale per la storia del diritto penale sono i penitenziali, testi sviluppatisi in Inghilterra e in Irlanda nei monasteri ispirati dall’opera di San Colombano. I penitenziali altro non erano che raccolte di esperienze dei monaci, infatti con l’introduzione della confessione individuale e segreta fu istituito anche il rito della penitenza per rimediare ai peccati commessi. Per cercare di uniformare le penitenze in relazione ai peccati commessi si decide di raccoglierli nei penitenziali, manuali con previsione dell’azione peccaminosa (che spesso oggi sarebbe un reato) e della relativa pena e penitenza. La differenza con le usanze germaniche è che per la prima volta si tiene conto dell’elemento soggettivo (si esamina la volontà del reo al momento del fatto). Queste raccolte hanno avuto un’importanza fondamentale sulle legislazioni dei popoli germanici e soprattutto dei Longobardi.