Il miracolo di Azio

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Descrizione

Subito dopo la battaglia Ottavio fece erigere due trofei: l’uno al tempio del dio Apollo che si trovava proprio di fronte al campo di battaglia, sul golfo di Ambracia; l’altro, invece, elevato a Marte, Nettuno ed Apollo, nel luogo stesso dell’accampamento. Naturalmente Ottavio voleva mostrare chiaramente la vittoria terra e per mare. Da questo momento in poi cominciarono a nascere soprattutto elementi di leggenda legati a questa grande battaglia, leggenda che si appoggiava sia su misure politico-religiose che su una mirabile propaganda letteraria ed artistica.

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Testo completo

Subito dopo la battaglia Ottavio fece erigere due trofei: l’uno al tempio del dio Apollo che si trovava proprio di fronte al campo di battaglia, sul golfo di Ambracia; l’altro, invece, elevato a Marte, Nettuno ed Apollo, nel luogo stesso dell’accampamento.
Naturalmente Ottavio voleva mostrare chiaramente la vittoria terra e per mare.
Da questo momento in poi cominciarono a nascere soprattutto elementi di leggenda legati a questa grande battaglia, leggenda che si appoggiava sia su misure politico-religiose che su una mirabile propaganda letteraria ed artistica.
Fu opportuno ringraziare la divinità protettrice di Ottaviano, cioè Apollo: per questo fu presa la decisione di costruire un tempio per Apollo sul Palatino. Di fronte ad Azio, invece, venne fondata la città greca e libera di Nicopolis, cioè «città della Vittoria».
Virgilio, Orazio e Properzio cantano la vittoria di Azio come un’impresa di Ottavio, e dai loro versi si sviluppano il tema della vittoria totale per terra e per mare, Ottavio viene visto come erede degno di suo padre e il salvatore della patria; in questa vittoria è stato favorito dagli dei, e dalla natura. Viene inoltre tracciato un parallelo tra la battaglia di Azio e quella di Salamina insistendo sulla difesa dell’ellenismo di fronte alla barbarie egiziana.
Per quanto riguarda l’arte, il tema della vittoria allude costantemente ad Azio.