Il problema ecologico: inquinamento e salvaguardia della natura

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Descrizione

Ogni regione rappresenta un sistema dinamico, nel quale esistono correlazioni e interazioni tra i diversi clementi della natura: ciò che ne risulta non è una combinazione casuale, bensì un ecosistema basato su realtà oggettive. L'azione reciproca tra natura e uomo diviene più complessa crescendo l'impiego di strumenti di produzione e lo sfruttamento delle risorse naturali.

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Ogni regione rappresenta un sistema dinamico, nel quale esistono correlazioni e interazioni tra i diversi clementi della natura: ciò che ne risulta non è una combinazione casuale, bensì un ecosistema basato su realtà oggettive.
L'azione reciproca tra natura e uomo diviene più complessa crescendo l'impiego di strumenti di produzione e lo sfruttamento delle risorse naturali. Tale processo presenta uno sviluppo "a spirale": la realtà con la quale si confronta l'uomo d'oggi è il frutto delle generazioni di ieri e pone delle condizioni alle generazioni di domani. D'altronde non si possono comprendere i rapporti tra natura e società senza tener conto del livello di sviluppo delle forze produttive e delle relazioni sociali intercorrenti tra i gruppi umani che utilizzano tali forze.
Lo sfruttamento generalizzato delle risorse, teso ad ottenere un utile immediato, ha innescato nell'ultimo secolo il processo di degradazione dell'ambiente.
Nei paesi ad economia avanzata diventa sempre più critico il problema dell'approvvigionamento di acqua per gli usi domestici e per gli stabilimenti industriali. Per soddisfare i bisogni della città si deve ricorrere a falde profonde o a fonti lontane, attraverso imponenti acquedotti. Indissolubilmente connesso è il problema dell’eliminazione delle acque di rifiuto: l’inquinamento delle acque è diventato un serio pericolo per la salute degli uomini.
La progressiva intensificazione delle attività umane, la dilatazione delle città e delle industrie, l’estendersi dell’impiego di fertilizzanti chimici e di prodotti antiparassitari, l’uso generalizzato di detersivi sono fatti che contribuiscono ad aumentare il carico inquinante e il deterioramento delle condizioni naturali.
A partire dagli anni Settanta si è andata affermando una coscienza ecologica collettiva circa i problemi ambientali: è necessario frenare la corsa a uno sviluppo incontrollato, che aggredisce e rompe l’equilibrio dell'ecosistema. Occorre modificare il nostro modello di sviluppo: un modello che mira alla quantità di beni prodotti e consumati e non alla qualità della vita.
Il problema ambientale ha schiuso un nuovo orizzonte di impegni per l'umanità: gli strumenti fondamentali sono le convenzioni internazionali di tutela degli ecosistemi e le ricerche di nuove tecnologie finalizzate.
Il crescente consumo di risorse naturali non rinnovabili e la lentezza di ricostruzione di quelle rinnovabili pongono il problema della conservazione: difesa del suolo, riassetto idrogeologico, tutela dei demani boschivi e dei parchi. La conferenza delle Nazioni Unite su "Ambiente e sviluppo" tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992 ha posto in evidenza le strategie da seguire: da una parte occorrono tecnologie appropriate per utilizzare nel miglior modo le risorse offerte dagli ecosistemi, senza degradarli; dall'altra parte è indispensabile la formazione di una politica internazionale e una svolta culturale in favore dell'ambiente. La salvaguardia del territorio si deve intendere a vantaggio della collettività e contro la speculazione privata.
L’istituzione di parchi nazionali è il principale mezzo per proteggere nel loro habitat le specie animali e vegetali che altrimenti andrebbero estinte: in quasi tutti i paesi del mondo sono stati istituiti parchi di protezione della flora e della fauna.
Fino alla metà del secolo scorso, le bonifiche delle paludi venivano considerate come vittorie dell’uomo sulla natura, attraverso l’estinzione dei focolai malarigeni e la valorizzazione del territorio. Scomparsa la malaria, si è continuato a prosciugare le zone paludose per ricavare terreno agricolo. Oggi ci si rende conto della funzione delle paludi nell’equilibrio biologico naturale: le piante acquatiche hanno una funzione disinquinante poiché producono ossigeno e assorbono anidride carbonica, che passa dall’aria all’acqua.