Il regno di Teodosio Figlio

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Descrizione

L’impero fu di nuovo diviso, in tre parti: - c’era ancora Graziano, che risiedeva a Treviri e che si vide costretto ad attaccare gli Alamanni; - c’era ora Valentiniano II, succeduto al padre, ed avendo solo 4 anni fu sottomesso alla tutela di un generale barbaro che stabilì la capitale a Milano, ma esattamente come Graziano, Valentiniano era troppo giovane; - si impose progressivamente Teodosio Figlio, uomo di potente personalità che aveva raggiunto il grado di capo della cavalleria e che si proclamò Augusto dopo la morte di Valente. Per legittimare il suo potere sposò la figlia di Valentiniano I, Galla, futura madre di Galla Placidia, e si insediò a Treviri. Originario della Spagna, Teodosio era un buon generale e un cristiano ortodosso, fervente secondo alcuni, fanatico per altri.

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Testo completo

L’impero fu di nuovo diviso, in tre parti:
- c’era ancora Graziano, che risiedeva a Treviri e che si vide costretto ad attaccare gli Alamanni;
- c’era ora Valentiniano II, succeduto al padre, ed avendo solo 4 anni fu sottomesso alla tutela di un generale barbaro che stabilì la capitale a Milano, ma esattamente come Graziano, Valentiniano era troppo giovane;
- si impose progressivamente Teodosio Figlio, uomo di potente personalità che aveva raggiunto il grado di capo della cavalleria e che si proclamò Augusto dopo la morte di Valente. Per legittimare il suo potere sposò la figlia di Valentiniano I, Galla, futura madre di Galla Placidia, e si insediò a Treviri.
Originario della Spagna, Teodosio era un buon generale e un cristiano ortodosso, fervente secondo alcuni, fanatico per altri. Egli dovette affrontare i barbari e le usurpazioni, ai quali pensò bene di inserire anche conflitti religiosi.
Nel 395 Teodosio morì. Il cristianesimo aveva vinto, la pace regnava e l’impero era diviso.
Sul piano militare riportò numerosi successi:
- i Goti furono sistemati all’interno dell’impero con un trattato, ma questo popolo, particolarmente instabile, si agitò di nuovo;
- si accordò con la Persia per la divisione dell’Armenia;
- una guerra vittoriosa riportò la pace sul Reno.
Sul piano religioso si rivelò più attivo. Il suo regno rappresentò un momento importante che definì meglio i rapporti tra il potere e gli dei: lo Stato rinunciò al paganesimo. Ma il peggio sarebbe stato nel 391, quando Teodosio, sotto l’influenza di Sant’Ambrogio, emise un puro e semplice divieto del culto privato di adorazione delle statue e di celebrazione dei riti pagani.
Intanto un pretendente si faceva avanti in Bretagna; egli estese la sua autorità alla Gallia ed eliminò Graziano proclamandosi Augusto senza che Teodosio potesse impedirlo. L’usurpatore sconfisse anche, e mise in fuga, Valentiniano II, ma stavolta Teodosio reagì e riportò la vittoria.
L’editto contro il paganesimo nel 391 suscitò così tanti malcontenti che ci fu un altro usurpatore.
Teodosio si era associato al potere i due figli, ai quali era stato affidato sia il potere occidentale, ad Arcadio, che quello orientale, ad Onorio, sotto la tutela del generale barbaro Stilicone.