Il secondo triumvirato

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Descrizione

Ottavio, intanto, fu proclamato imperator, marciò su Roma e si impadronì del tesoro dello Stato, organizzò poi comizi elettorali e si fece eleggere console contro ogni regola. Nonostante l’intervento di Cicerone, Ottavio, un Machiavelli ante litteram, iniziò con Marco Antonio un’opera di riconciliazione che si concretizzò nel 43 grazie alla mediazione di Lepido e di un loro comune amico, Asinio Pollione. È questo il secondo triumvirato.

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Testo completo

Ottavio, intanto, fu proclamato imperator, marciò su Roma e si impadronì del tesoro dello Stato, organizzò poi comizi elettorali e si fece eleggere console contro ogni regola.
Nonostante l’intervento di Cicerone, Ottavio, un Machiavelli ante litteram, iniziò con Marco Antonio un’opera di riconciliazione che si concretizzò nel 43 grazie alla mediazione di Lepido e di un loro comune amico, Asinio Pollione. È questo il secondo triumvirato.
Dopo un incontro sul fiume Reno è istituita una magistratura a tre, e una legge Titia consacrerà ufficialmente l’accordo che, rispetto al primo di Cesare Pompeo e Crasso, non fu segreto, ma ratificato da una proposta di legge.
Conseguenze del Secondo Triumvirato:
- una nuova proscrizione, che vide come primo nome in cima alla lista, che comprendeva 17 avversari politici dei triumviri, Cicerone, e che comportò circa 300 vittime complessive tra senatori e cavalieri, ma quello ad essere maggiormente colpito fu il Senato;
- la spartizione dell’impero: a Lepido andarono la Gallia Narbonense e le province iberiche, ad Antonio la Gallia Comata e Cisalpina, ad Ottavio l'Africa, la Sicilia e la Sardegna;
- una guerra contro i Cesaricidi per recuperare l’Oriente, ricco di uomini e di denaro. Antonio e Ottavio si adoperarono per una marcia verso est, e nel 42 a.C. ottennero la vittoria di Filippi. Cassio prima, Bruto poi si suicidarono;
Ne derivò, a causa della conquista dell’Egitto, una nuova spartizione dell’impero: a Lepido andò  l'Africa; ad Antonio la Gallia; ad Ottavio la Spagna, la Sicilia e la Sardegna.
Furono poi divisi anche i compiti:
Antonio aveva il compito di raccogliere uomini a sufficienza per una nuova guerra contro i Parti: di fatto gli venne assegnato di occuparsi dell’Oriente;
Ottavio si sarebbe occupato invece dei problemi che Sesto Pompeo, figlio di Pompeo Magno, stava creando occupando la Sicilia, e poi avrebbe proceduto con le distribuzioni di terre per i veterani della battaglia di Filippi: di fatto Ottavio doveva badare all’Occidente, avendo il vantaggio di rimanere a Roma;
Lepido da questo momento si ritirò in Africa e non intervenendo che assai poco successivamente, perse tutti i suoi poteri: di fatto la scena politica rimase da questo momento nelle mani di Ottavio e di Marco Antonio.