Il senato romano

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Descrizione

Rappresenta l’assemblea maggiore, e secondo quanto affermò Cicerone nella pro Sestio, «i nostri antenati fecero del Senato il custode della repubblica». Era composto da 300 membri, sottoposto al controllo dei censori, che redigevano ogni cinque anni un nuovo album senatorium, che conteneva la lista dei suoi componenti. I membri di questa assemblea, chiamati seniores o patres, erano tutti ex magistrati reclutati tra i rappresentanti della nobilitas.

Tipologia

Università

Testo completo

Rappresenta l’assemblea maggiore, e secondo quanto affermò Cicerone nella pro Sestio, «i nostri antenati fecero del Senato il custode della repubblica».
Era composto da 300 membri, sottoposto al controllo dei censori, che redigevano ogni cinque anni un nuovo album senatorium, che conteneva la lista dei suoi componenti. I membri di questa assemblea, chiamati seniores o patres, erano tutti ex magistrati reclutati tra i rappresentanti della nobilitas.
Il Senato dava il suo parere su ogni questione che gli era sottoposta. Controllava l’attività dei magistrati, si occupava anche del controllo finanziario, degli affari internazionali, dell’amministrazione in generale e della giustizia. Regolava, insomma, la politica di Roma.
Il primo a parlare durante l’assemblea era il princeps senatus, patrizio e di rango censorio. Espresso il suo parere, la sua sententia, tutti procedevano al voto. La decisione era il senato consultum, ed esprimeva l’autorità suprema (l’auctoritas), che vincolava i magistrati.