Il sito e la posizione geografica

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Descrizione

Per sito s'intende la collocazione topografica della città, l'ambito ristretto e preciso in cui essa sorge; la posizione fa riferimento ad un contesto più ampio, in cui hanno peso soprattutto le comunicazioni e le condizioni geografiche in rapporto alle attività e alle funzioni urbane. Il sito e la posizione appaiono collegati alle funzioni che la città è chiamata a svolgere: il sito è più connesso all'insorgenza delle città, la posizione è più un fattore permanente relativo allo sviluppo.

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Per sito s'intende la collocazione topografica della città, l'ambito ristretto e preciso in cui essa sorge; la posizione fa riferimento ad un contesto più ampio, in cui hanno peso soprattutto le comunicazioni e le condizioni geografiche in rapporto alle attività e alle funzioni urbane. Il sito e la posizione appaiono collegati alle funzioni che la città è chiamata a svolgere: il sito è più connesso all'insorgenza delle città, la posizione è più un fattore permanente relativo allo sviluppo.
La scelta del sito sembra oscillare tra due condizioni fondamentali: le possibilità difensive e la facilità di contatti con l'esterno; spesso è la funzione a comandare il sito. Se poi la funzione cambia, il sito primitivo può risultare inadatto con la conseguenza di un progressivo abbandono.
Il sito difensivo è il più caratteristico tra quelli preferiti nei secoli passati a causa della generale insicurezza. In epoca classica le città principali si organizzavano ai piedi di un colle, che veniva munito perché servisse come rifugio in casa di pericolo: acropolis greca o arx romana.
La difesa più immediata e spontanea è offerta dal sito d'altura di difficile accesso: può trattarsi di un poggio isolato o di uno sviluppo su dorsali, o di uno sprone tra due valli confluenti. Nelle zone interne sono stati i moderni assi di traffico lungo il fondovalle ad attirare in basso la popolazione dei vecchi borghi medievali.
Dopo il rilievo, il secondo elemento utile alla difesa è l'acqua. La città insulare risulta protetta da tutti i lati. Per le città su penisole e promontori, la difesa è completata mediante l'erezione di mura e il taglio di un canale lungo il lato di contatto con la terraferma. Oltre alle isole e penisole lagunari, si possono citare le isole costiere, ma sono ancora più numerose le città sorte su isole fluviali. Entro un'ansa fluviale, la città risulta protetta da più lati; ben protetto è pure il cuneo formato tra due fiumi confluenti.
Anche le città sorte su isole facili da difendere, prossime alla costa, hanno dato luogo allo sviluppo di nuovi insediamenti sulla sponda vicina. Talvolta la geminazione si forma al di là di uno stretto braccio di mare, o più spesso sull'opposta sponda di un fiume.
Mentre il sito è un dato topografico locale, la posizione è un dato geografico a vasto raggio: è la localizzazione della città in rapporto al suo intorno. Il valore della posizione, come quello del sito, può mutare nel tempo con l'evolversi dei cicli storici e delle strutture economiche.
Per quanto riguarda la posizione, la circolazione è un elemento fondamentale per la vita di ogni città; le sue funzioni dipendono dalla facilità di spostamento sia nel caso di una prevalente attività commerciale, sia nel caso della sorveglianza militare e della direzione politica.
Una delle più frequenti, e anche delle più favorevoli allo sviluppo urbano, sarà la posizione di crocevia, cioè nel punto d'incrocio o di convergenza delle linee di traffico, dove risultano favorite sia la funzione commerciale che la preminenza politico-amministrativa.
Il crocevia può anche consistere nella posizione di contatto tra due regioni differenti e complementari, ad esempio montagna e pianura: la città è il luogo d'incontro e di scambio dei prodotti di queste due regioni. La fascia pedemontana è disseminata di città; più avvantaggiate sono quelle presso lo sbocco delle valli nella pianura, centri di sbocco vallivo.
Quando i fiumi sono grandi, ma soprattutto navigabili, si genera una serie di città fluviali. I punti preferiti sono le conche nel tratto montano e soprattutto lo sbocco in pianura.
È vantaggiosa la posizione all'incrocio del fiume con assi di circolazione, poiché favorisce lo sviluppo delle attività commerciali. Sono numerose le città di ponte in corrispondenza de passaggio obbligato, sul quale convergono più vie da una parte e dall'altra de fiume. Talvolta il transito è stato facilitato da un'isoletta entro l'alveo fluviale.
Quasi mai mancano città sulla foce, dato che possono usufruire nello stesso tempo dei vantaggi della posizione fluviale e della posizione marittima. Quando la foce ha forma di estuario, sorge una città nell'ultimo tratto di fiume stretto, dove c'è l'ultimo ponte prima che inizi l’allargamento ad imbuto; posizione adatta alla funzione di porto, dato che gli estuari sono navigabili perché il riflusso della marea Ii tiene sgombri dalle torbide. Anche le foci a delta contano qualche città alle radici o sulle ramificazioni, ma in genere non si prestano alla creazione di buoni porti, data la formazione di banchi di sabbia: talvolta si rende necessario aggirare il delta con un canale navigabile.
La posizione marittima, pur generalmente favorevole, non sempre si presta allo sviluppo di porti. Le città marittime s'insediano più spesso sui litorali articolati che non su quelli rettilinei e più spesso nelle insenature che non sulle sporgenze. Le insenature, che formano uno specchio d'acqua riparato dai venti, facilitano le attività portuali, e la città si distende ad anfiteatro. Al contrario, le sporgenze sono battute dal vento e dalle onde, ma hanno il vantaggio di essere facilmente difendibili dai tre lati bagnati dall'acqua: il quarto lato poteva essere difeso con una cortina di mura o una fossa che recideva la città dalla terraferma. Sui litorali rettilinei sono rare le città antiche: soltanto da pochi decenni vi sono cresciuti cospicui centri balneari, favoriti dal mare poco profondo e adatto ai bagni.
L'urbanizzazione delle fasce costiere appare come un fenomeno irreversibile; tuttavia negli ultimi decenni ha destato sorpresa l'accelerazione della crescita urbana di parecchi poli interni di sviluppo economico e politico, in particolare alcune capitali di paesi emergenti.
Anche per la posizione bisogna ripetere che qualsiasi valutazione non può essere immutabile e avulsa dal contesto storico-sociale.