Imposte doganali, di fabbricazione e monopoli fiscali

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Descrizione

Le imposte doganali sono quei diritti che la dogana è tenuta, in base alla legge, a riscuotere in relazione alle operazioni doganali. Tra i diritti doganali assumono particolare rilievo i diritti di confine (che comprendono i dazi di esportazione e quelli di importazione), i diritti di monopolio, le sovraimposte di confine etc. Si tratta, dunque, di un gruppo di entrate con diverse caratteristiche ma con una matrice comune: sono prelevate all’atto delle operazioni doganali. Il presupposto per l’obbligazione tributaria doganale è dato: per le merci estere, dalla loro destinazione al consumo nel territorio doganale italiano; per le merci da esportare, dalla destinazione al consumo in uno Stato estero.

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Testo completo

Le imposte doganali sono quei diritti che la dogana è tenuta, in base alla legge, a riscuotere in relazione alle operazioni doganali. Tra i diritti doganali assumono particolare rilievo i diritti di confine (che comprendono i dazi di esportazione e quelli di importazione), i diritti di monopolio, le sovraimposte di confine etc.
Si tratta, dunque, di un gruppo di entrate con diverse caratteristiche ma con una matrice comune: sono prelevate all’atto delle operazioni doganali. Il presupposto per l’obbligazione tributaria doganale è dato:
per le merci estere, dalla loro destinazione al consumo nel territorio doganale italiano;
per le merci da esportare, dalla destinazione al consumo in uno Stato estero.
Soggetti passivi obbligati al pagamento dei diritti doganali sono il proprietario (cioè colui che presenta la merce in dogana o la detiene all’atto dell’importazione) e tutti i soggetti per conto dei quali la merce viene esportata o importata.
A seguito di presentazione della dichiarazione doganale è dovuto il pagamento dei tributi in parola calcolati in base alla apposita tariffa doganale

Le imposte di fabbricazione colpiscono, nella fase della produzione, una serie di merci tassativamente indicate dalla legge. Attualmente scontano tali imposte: la birra, gli spiriti, gli olii minerali, i fiammiferi. I soggetti passivi percossi sono i produttori di tali materie, anche se il tributo viene in realtà ad incidere sul consumatore finale. In corrispondenza di ciascuna imposta di fabbricazione lo Stato, per garantire l’uguaglianza del prelievo fiscale, istituisce particolari sovraimposte di confine su analoghi prodotti importati. Nel corso del ’95 l’intera normativa è stata accorpata in un testo unico sulle accise che disciplina l’imposizione indiretta sulla produzione e sui consumi, escluse quelle sui tabacchi e sui fiammiferi.

Lo Stato interviene in particolari settori economici in cui intende esercitare in modo esclusivo la produzione e/o la vendita di determinati beni o servizi, vietando a terzi l’esercizio di tali attività. Scopo del monopolio fiscale è essenzialmente quello di assicurare all’erario il conseguimento di entrate, realizzando proventi attraverso la limitazione dell’attività privata e la vendita di prodotti o servizi. La somma che il privato deve corrispondere per acquistare tali beni (o servizi) supera l’effettivo costo di produzione sostenuto dallo Stato: la parte eccedente il costo è perciò comprensiva dell’utile industriale e dell’imposta. Attualmente in Italia costituiscono monopoli fiscali quelli relativi alla fabbricazione dei tabacchi, all’esercizio del gioco del lotto e delle lotterie nazionali, all’esercizio dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici.