Indagine radiografica e terapia del piede torto congenito

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Descrizione

L'indagine radiografica è di scarsa utilità nei primi mesi di vita. Consente, comunque, di rilevare una deviazione interna dei nuclei visibili del piede rispetto alla tibia ed una sovrapposizione dei metatarsi in proiezione dorsoplantare, mentre appaiono dissociati in proiezione laterale. E' utile, nei casi inveterati, per evidenziare le deformità ossee, se si deve intraprendere una terapia chirurgica. La terapia del piede torto congenito deve iniziare immediatamente dopo la nascita. Il ritardo, anche di pochi giorni, può causare l'impossibilità di ottenere la correzione incruenta.

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Testo completo

L'indagine radiografica è di scarsa utilità nei primi mesi di vita. Consente, comunque, di rilevare una deviazione interna dei nuclei visibili del piede rispetto alla tibia ed una sovrapposizione dei metatarsi in proiezione dorsoplantare, mentre appaiono dissociati in proiezione laterale. E' utile, nei casi inveterati, per evidenziare le deformità ossee, se si deve intraprendere una terapia chirurgica.
La terapia del piede torto congenito deve iniziare immediatamente dopo la nascita.
Il ritardo, anche di pochi giorni, può causare l'impossibilità di ottenere la correzione incruenta.
Si inizia con modellamenti manuali nel senso contrario alle deformazioni, da eseguire 5 - 6 volte al giorno, per alcuni minuti, con manovre lente e graduali, ma energiche.
La correzione ottenuta viene mantenuta con apparecchio gessato femoropodalico a ginocchio flesso.
Questo trattamento viene definito "modellamento manuale a tappe", perchè la correzione non si ottiene in un'unica seduta, ma dopo aver eseguito svariate manovre modellanti, a cui seguono altrettanti apparecchi gessati fino ad ottenere l'ipercorrezione. Gli apparecchi gessati vengono rinnovati dopo una o due settimane e devono essere eseguiti con perizia, per evitare disturbi di circolo da compressione; tra un gesso e l'altro trascorrono 1 o 2 giorni, durante i quali si ripetono le manovre correttive, secondo una tecnica precisa: prima si correggono l'adduzione e la supinazione, quindi il varismo ed infine l'equinismo.
E' molto importante la funzione del fisioterapista nel correggere, sia passivamente, che attivamente, l'atteggiamento viziato del piede, evitando o limitando la frequente ipotrofia dei muscoli della gamba.
Il modellamento manuale a tappe può essere continuato per tutto il primo anno di vita. Solo nei casi di insuccesso o di recidiva, si ricorre all'intervento chirurgico. Questo deve essere eseguito sul bambino molto giovane perchè i migliori successi chirurgici si ottengono nei primi mesi di vita; il 5° - 6° mese di età rappresentano il periodo ideale per ottenere la miglior correzione e mantenerla nel tempo.
E' frequente la necessità di ricorrere all'allungamento del tendine d'Achille; spesso si associa anche l'apertura interna di tutte la articolazioni mediali del piede, e la fasciotomia mediale.
Nei casi trascurati o recidivati si deve ricorrere, a volte, ad interventi più complessi (int. di Codivilla), che prevedono l'allungamento di tutti i tendini del lato mediale del piede ed eventuale accorciamento degli esterni. Questo intervento può ancora portare alla correzione del piede torto se eseguito entro i 2 anni di età. Nel caso di piede torto inveterato la correzione dell'appoggio si ottiene, con danno di altre articolazioni, mediante interventi di osteotomia ed artrodesi.
Dopo il trattamento del piede torto, sia esso incruento che cruento, bisogna ricordare che permane la tendenza alla recidiva; la tutela mediante docce notturne e mediante scarpe correttive deve essere mantenuta per alcuni anni.