Influenza fenicia e greca nel Mediterraneo

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Descrizione

A partire dall’xi secolo a.C. alcuni navigatori fenici avevano effettuato delle ricognizioni sulle coste africane e spagnole, e anche gli Etruschi, tra l’viii-vii secolo attraversarono un periodo orientalizzante che si tradusse nella presenza in alcune grandi sepolture di oggetti o fabbricati alla maniera fenicia, o proprio importati dalla Fenicia. Inoltre, è documentata la presenza di mercanti Fenici anche in altre zone della penisola, come in Sicilia, Sardegna, Malta, ma anche nella stessa città di Roma, dove tra l’viii-vii secolo una colonia ha potuto stabilirsi nel Foro Boario.

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Testo completo

A partire dall’xi secolo a.C. alcuni navigatori fenici avevano effettuato delle ricognizioni sulle coste africane e spagnole, e anche gli Etruschi, tra l’viii-vii secolo attraversarono un periodo orientalizzante che si tradusse nella presenza in alcune grandi sepolture di oggetti o fabbricati alla maniera fenicia, o proprio importati dalla Fenicia.
Inoltre, è documentata la presenza di mercanti Fenici anche in altre zone della penisola, come in Sicilia, Sardegna, Malta, ma anche nella stessa città di Roma, dove tra l’viii-vii secolo una colonia ha potuto stabilirsi nel Foro Boario.
Il popolo greco si stanziò tramite alcune colonie in Italia meridionale, in particolare nella zona della Sicilia, ma anche in Calabria, dove assai facilmente riuscì a fondare nuove città a partire dal viii secolo a.C. Cuma sembra essere stata la città, insieme a Ischia, più antica e più a settentrione di quelle colonizzate.
In Sicilia i Calcidesi fondarono Nasso; i Megaresi si stabilirono a Megera Iblea; i Corinzi a Siracusa. Tutti i popoli che già vivevano in quelle zone furono sottoposti a quella che oggi si chiamerebbe acculturazione, cioè un processo di ellenizzazione, che riguardò in seguito e in varie fasi anche la città di Roma.
Tanto più che è stato osservato che la città di Roma fu fondata circa negli stessi anni di quella achea di Sibari, e la fine della monarchia romana coincide forse non troppo casualmente con quella della caduta di Sibari.
Ciò che è certo è che comunque i Greci hanno commerciato con Roma fin dal vii secolo a.C., come testimoniano alcuni reperti archeologici ritrovati nella zona del Foro o sul Palatino.
Fondamentale fu la nascita e lo sviluppo del pensiero pitagorico, nato con Pitagora, che era emigrato a Crotone. Si raccontava che Numa Pompilio fosse stato suo allievo.
Questa corrente di pensiero sarà cassa di risonanza per secoli e secoli, fino all’imperatore Claudio.
Anche la letteratura romana ha ereditato molto dalla cultura greca e dalla Magna Grecia, tanto più che i primi autori latini vengono da Taranto e dall’Apulia (Livio Andronico e Ennio), o da Capua (come Nevio), mentre la commedia è stata inventata da Epicarpo, un siceliota.
A causa della densità di città fondate dai Greci, Polibio (vi secolo) arriva a definire questa parte dell’Italia Magna Grecia, definizione che sarà poi ripresa da Cicerone.