Inizio della vita municipale con Roma

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Descrizione

Tra i criteri che distinguevano i barbari dagli altri uomini c’era la città: vivere in città si doveva meritare, e più che una tappa che permetteva di raggiungere un tipo di civilizzazione superiore, l’ambiente cittadino era un punto di arrivo, il risultato di una vera conversione ad un altro modo di vivere. In Occidente, ad eccezione di alcune città d’origine greca o punica, la vita municipale ha inizio con Roma, mentre ad Oriente è anteriore all’arrivo di Roma, quindi ricca di tradizioni e più intensa e più varia.

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Testo completo

Tra i criteri che distinguevano i barbari dagli altri uomini c’era la città: vivere in città si doveva meritare, e più che una tappa che permetteva di raggiungere un tipo di civilizzazione superiore, l’ambiente cittadino era un punto di arrivo, il risultato di una vera conversione ad un altro modo di vivere.
In Occidente, ad eccezione di alcune città d’origine greca o punica, la vita municipale ha inizio con Roma, mentre ad Oriente è anteriore all’arrivo di Roma, quindi ricca di tradizioni e più intensa e più varia.
L’impero restò per molto tempo un tessuto di città particolari e multiformi che non si conosceva completamente.
Si distinguevano tre tipi giuridici di città:
- le città peregrine: avevano lo stesso territorio o le stesse comunità della fine della loro indipendenza o di quando i Romani l’avevano rimodellate dopo la conquista. Conservavano il loro diritto e i loro abitanti restavano peregrini, anche se potevano abitarvi cittadini romani.
All’inizio dell’impero rappresentavano la maggior parte delle città provinciali, ed erano ripartire in tre categorie secondo il loro atteggiamento nei confronti di Roma:
1 - città stipendiarie, cioè che pagavano uno stipendium a Roma;
2 - città libere, cioè autonome e giuridicamente esterne alle province, anche se in realtà i loro diritti erano stati concessi da un trattato unilaterale da Roma;
3 - città libere federate, cioè che avevano stipulato un trattato con Roma (sono una minoranza delle città libere).
- i municipi: Un municipio era una città che succedeva ad una comunità di peregrini preesistenti, e a cui Roma accordava o il diritto romano o quello latino. Quest’ultima distinzione derivava dalle condizioni storiche in cui questo diritto era stato stato accordato. In un primo tempo, infatti, Roma accordava il diritto romano anche ai municipi situati nelle province, mentre in un secondo momento, non si sa se a partire da Claudio o da Vespasiano, furono creati solo municipi di diritto latino, anche se i primi non sparirono.
Nei municipi a diritto latino le cariche municipali davano accesso alla cittadinanza romana. Questo aveva come conseguenza che in questi municipi si avevano due tipi di abitanti:
1 - quelli che, oltre alla cittadinanza del loro municipio, avevano anche quella romana, conquistata o attraverso il loro mandato come magistrati, oppure individualmente per un favore dell’imperatore;
2 - quelli che, pur rimanendo con la cittadinanza della loro piccola città, beneficiavano di alcuni vantaggi del diritto latino, di cui però non si conoscono tutti gli aspetti.
- le colonie: A differenza del municipio, la colonia era una nuova città fondata con l’apporto di coloni che venivano portati su terre prese a città o a popoli vinti. Questa creazione era fatta per lo più ex nihilo, e la colonia adottava il diritto romano nella sua interezza.
Spesso le città erano anche divise in circoscrizioni, e i loro nomi variavano a seconda della provincia in cui si trovavano, senza che si sapesse sempre benissimo a quali realtà corrispondevano: c'erano, infatti, per esempio, i vici, i castella o gli oppia in Occidente.
Esistevano inoltre delle circoscrizioni giudiziarie stabili che raggruppavano una serie di città, come i conventus, che erano estesi – sotto i Flavii – a tutta la penisola iberica.
L’Egitto, inoltre, non conosceva assolutamente il regime di città.