La fine della storia romana

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Descrizione

Per quasi tutto il V secolo i destini delle due parti dell’impero presero direzioni opposte. In Oriente, anche se la situazione presentava talvolta caratteri analoghi a quelli per l’Occidente, le condizioni generali migliorarono durante il regno di Teodosio II. Alla sua epoca risale l’elaborazione del Codice Teodosiano. La tregua alle frontiere permise comunque dei conflitti interni: massacro della filosofia pagana Spazia da parte della folla ad Alessandria.

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Per quasi tutto il V secolo i destini delle due parti dell’impero presero direzioni opposte.
In Oriente, anche se la situazione presentava talvolta caratteri analoghi a quelli per l’Occidente, le condizioni generali migliorarono durante il regno di Teodosio II.
Alla sua epoca risale l’elaborazione del Codice Teodosiano. La tregua alle frontiere permise comunque dei conflitti interni: massacro della filosofia pagana Spazia da parte della folla ad Alessandria.
La fine del secolo fu segnata da due avvenimenti di forte valore simbolico:
- nel 475 Oreste, già segretario di Attila, aveva cacciato da Roma l’imperatore Nepote e dato la porpora a suo figlio Romolo Augusto. Lo Sciro Odoacre, che aveva anch’egli frequentato la corte di Attila, diventò re degli Eruli e chiese lo status di federato. Di fronte al rifiuto che gli fu opposto cacciò Romolo Augusto e rispedì a Costantinopoli le insegne imperiali. In seguito egli divenne «patrizio», «re dei popoli barbari» e costituì un proprio dominio. Ma poi fu assassinato.
- nel 488 l’imperatore Zenone incaricò l’Ostrogoto Teodorico di riconquistare l’Occidente; quest’ultimo, dopo l’assassinio di Odoacre si impadronì di Roma e dell’Italia.
Ormai l’Occidente romano era diventato di diritto Occidente barbaro.