La politica religiosa sotto Augusto

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Descrizione

La politica religiosa di Augusto si sviluppò da una parte secondo una linea tradizionalista, dall’altra una innovatrice, con la fondazione del culto imperiale. Per quanto riguarda il ramo della tradizione, Augusto, rispetto al padre adottivo Cesare che si era sempre dimostrato alquanto scettico, ostentava forme di religione ancestrale con una fedeltà pignola spinta fino alla crudeltà. Non trascurava allora nessun sogno, nessun prodigio, nessun auspicio, poiché potevano rivelarsi infallibili; e se si svegliava la mattina mettendo il piede nella scarpa sbagliata, lo prendeva come un segno funesto.

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Testo completo

La politica religiosa di Augusto si sviluppò da una parte secondo una linea tradizionalista, dall’altra una innovatrice, con la fondazione del culto imperiale.
Per quanto riguarda il ramo della tradizione, Augusto, rispetto al padre adottivo Cesare che si era sempre dimostrato alquanto scettico, ostentava forme di religione ancestrale con una fedeltà pignola spinta fino alla crudeltà. Non trascurava allora nessun sogno, nessun prodigio, nessun auspicio, poiché potevano rivelarsi infallibili; e se si svegliava la mattina mettendo il piede nella scarpa sbagliata, lo prendeva come un segno funesto.
Era un homo religiosus, ma non ingenuo, poiché seppe infatti sfruttare di ogni avvenimento il lato religioso, naturalmente a suo favore politicamente.
Per ridare splendore ai sacerdozi ne assunse su di sé i fondamentali; divenne il restauratore dei templi, e ridiede vita ad alcuni riti caduti in desuetudine.
Associò alle sue varie riforme le divinità che si accordavano con esse:
- culto di Opi e di Cerere alle distribuzioni frumentarie;
- culto dei Dioscuri con l’età della giovinezza.
Attribuì inoltre un’importanza singolare ad alcune divinità come Venere, Apollo, Marte e Vesta. Ma il rinnovamento più grande arrivò con l’istituzione del culto imperiale.
Per quanto riguarda la fondazione del culto imperiale, assai discusse, sono state avanzate tre grandi ipotesi:
- origine ellenistica e orientaleggiante: nel mondo ellenistico, infatti, molti re, uomini, eroi politici importanti avevano ricevuto onori divini, uno fra tutti Alessandro Magno, e siccome colui che propose il nome Augustus, Lucio Munazio Planco, era appena tornato dalla corte di Alessandria, si sono potuti rinvenire proprio in quella zona i prodromi del culto imperiale;
- origini romane e nazionali: probabilmente fu il secolo degli imperatores che avrebbe ispirato il culto imperiale, basti pensare che Cesare era stato il primo ad essere divinizzato proprio perché ritenuto un valoroso generale che si era particolarmente mostrato agli occhi di tutto il potere romano, e che Augusto risultava quindi «figlio del divinizzato», e attraverso di lui discendeva da Venere;
- origini indigene: in particolare si pensa siano state origini iberiche, tutt’al più che nel corso della straordinaria seduta in Senato del 27 a.C., un tribuno della plebe si votò ad Augusto alla maniera degli Iberi esortando anche i suoi compagni a fare lo stesso. Fu inoltre proprio nella penisola iberica che fu innalzato il primo altare monumentale in onore di Augusto.