La prima guerra punica

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Descrizione

Questo conflitto che gli antichi chiamarono non a torto «Guerra di Sicilia», si conosce grazie a Polibio, Livio, Diodoro Siculo e Cassio Dione, che hanno tratto le loro informazioni da un altro storico, un greco, contemporaneo di Annibale e filocartaginese, ma possono anche aver attinto dagli Annales di Fabio Pittore. Cartagine era stata fondata alla fine del ix secolo da Fenici di Tiro, che aveva costruito il suo regno nell’Africa nord-orientale, nell’odierna Tunisia, nonché lungo le coste africane, nel sud della Spagna e nelle isole del bacino mediterraneo occidentale, dove costituì i grandissimo impero mercantile.

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Questo conflitto che gli antichi chiamarono non a torto «Guerra di Sicilia», si conosce grazie a Polibio, Livio, Diodoro Siculo e Cassio Dione, che hanno tratto le loro informazioni da un altro storico, un greco, contemporaneo di Annibale e filocartaginese, ma possono anche aver attinto dagli Annales di Fabio Pittore.
Cartagine era stata fondata alla fine del ix secolo da Fenici di Tiro, che aveva costruito il suo regno nell’Africa nord-orientale, nell’odierna Tunisia, nonché lungo le coste africane, nel sud della Spagna e nelle isole del bacino mediterraneo occidentale, dove costituì i grandissimo impero mercantile. Proprio per il predominio del Mediterraneo si scontrò con gli interessi romani.
La forza di questa potenza commerciale risiedeva in particolare nella flotta, che usava più spesso. Per gli scontri via terra, invece, faceva ricorso al mercenariato e agli elefanti, che aveva desunto dalla guerra contro Pirro.
Roma, per parte sua, era una potenza essenzialmente di terra composta da cittadini ai quali finalmente si aggiungono contingenti di alleati.
Tra Roma e Cartagine i rapporti furono corretti fino al 272 grazie a dei trattati che, durante la guerra contro Pirro, per esempio, stabilirono di non concludere un accordo con Pirro; Cartagine avrebbe inoltre consegnato a Roma navi e denaro per assicurarsi di trattenere Pirro sul suolo italico.
Nel 273/272 a.C. una flotta cartaginese gettò gli ormeggi dinanzi al porto di Taranto mentre l’esercito romano dava inizio all’assedio della città, ma non fu per questo motivo che cominciò il primo conflitto.
Il conflitto nacque per motivi economici opposti, legati per Cartagine al commercio e al carattere marittimo della sua potenza e per Roma ad una nuova politica aperta verso l’esterno.
Il fatto scatenante nel 264 a.C. Fu l'episodio di Messina: i Mamertini di Sicilia erano assediati dai cartaginesi, così i Romani, spinti dai Claudii, accettarono di difendere i Mamertini sperando di raccogliere il loro bottino e desiderosi di assicurarsi i loro interessi commerciali.
Dall’episodio di Messina comincia una lunga guerra di 23 anni, segnata da scontri incerti sul mare in Sicilia, attorno a Messina, Agrigento e Mylae, cioè Milazzo, dove Roma vinse nel 260 per la prima volta, e poi in Africa, con il fallimento della spedizione condotta da Attilio Regolo contro il parere di tutti i senatori. Altro scontro marittimo avvenne nelle acque del tirreno dove, dopo una sconfitta, i Romani ricostruirono velocemente la loro flotta navale e ottennero la vittoria delle isole Egadi imponendo la pace nel 241 a.C.
Conseguenze del conflitto:
- i Romani conquistarono tutta la Sicilia, che diventò provincia romana e fu abbandonata da tutti i Cartaginesi;
- a Cartagine, indebolita dalla pesante indennità di guerra e dalla sconfitta, scoppiò una rivolta sociale e la guerra dei mercanti delle quali Roma seppe approfittare per conquistare la Sardegna;
- per risollevare Cartagine, il generale Amilcare intraprese la conquista della Spagna, dove organizzò un impero barcide per il quale il suo successore, Asdrubale, fondò Cartagena (cioè «Nuova Cartagine»), città alla quale diede una struttura monarchica;
- a Roma, invece, frutto della guerra, si produsse una flotta navale di 100 quinque-remi e 20 triremi messa a disposizione dei consoli. Inoltre, tecnici e strategici brevettarono il rostrum, uno strumento che trasformava una battaglia navale in uno scontro tra fanti in mare.