Le artriti settiche

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Descrizione

Rappresentano un'urgenza ortopedica. Oltre allo stafilococco, esse vedono come agente infettante l'escherichia coli, la klesbiella, lo pseudomonas e l'hemophilus influentiae. La sintomatologia consiste in tumefazione, dolore ed impotenza funzionale dell'articolazione interessata, generalmente unica, con il quadro tipico della sepsi locale e generale. Il persistere dell'infezione articolare, nel giovane in accrescimento, può essere causa di stimolo per le cartilagini metafisarie con conseguente iperallungamento dell'arto interessato; se il processo invade la metafisi si può invece verificare un arresto della crescita o una deviazione dell'asse dell'arto interessato.

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Testo completo

Rappresentano un'urgenza ortopedica. Oltre allo stafilococco, esse vedono come agente infettante l'escherichia coli, la klesbiella, lo pseudomonas e l'hemophilus influentiae.
La sintomatologia consiste in tumefazione, dolore ed impotenza funzionale dell'articolazione interessata, generalmente unica, con il quadro tipico della sepsi locale e generale.
Il persistere dell'infezione articolare, nel giovane in accrescimento, può essere causa di stimolo per le cartilagini metafisarie con conseguente iperallungamento dell'arto interessato; se il processo invade la metafisi si può invece verificare un arresto della crescita o una deviazione dell'asse dell'arto interessato. L'invasione articolare, le reazioni sinoviali e capsulari ed il danno cartilagineo e dell'osso subcondrale possono dar luogo a limitazioni persistenti della funzione articolare o ad atteggiamenti funzionalmente scorretti della articolazione.
Il trattamento ha lo scopo di limitare i danni anatomici dell'articolazione e si articola in tre fasi.
La prima è chirurgica e consiste nell'evacuazione articolare con ago da artrocentesi (trequarti) eventualmente sotto controllo ecografico.
Alternativamente si può effettuare un'artrotomia introducendo un tubo di drenaggio per permettere l'installazione di antibiotici particolarmente efficaci nelle fasi iniziali della malattia.
Alla fase chirurgica segue l'antibiotico-terapia per via generale, guidata dai risultati dell'antibiogramma.
Fondamentale risulta l'immobilizzazione che si preferisce attuare mediante la trazione al letto o con stecca di immobilizzazione in posizione funzionalmente corretta.
La chirurgia torna quindi ad avere un ruolo importante nel trattamento degli esiti, e mira a restaurare la stabilità articolare e la sua mobilità e di correggere le eventuali displasie residue e le disimmetrie.