Le dichiarazioni di principi della assemblea generale delle Nazioni Unite

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Descrizione

Fin dai primi anni di vita l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha seguito la prassi di emanare delle Dichiarazioni di principi contenenti una serie di regole talvolta riguardanti rapporti tra Stati ma il più spesso riguardanti rapporti interni alle varie comunità statali, quali i rapporti dello Stato con i propri sudditi o con gli stranieri (la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, le risoluzioni sul genocidio, sui diritti del fanciullo, sull’indipendenza dei popoli coloniali, ecc.).

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Testo completo

Fin dai primi anni di vita l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha seguito la prassi di emanare delle Dichiarazioni di principi contenenti una serie di regole talvolta riguardanti rapporti tra Stati ma il più spesso riguardanti rapporti interni alle varie comunità statali, quali i rapporti dello Stato con i propri sudditi o con gli stranieri (la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, le risoluzioni sul genocidio, sui diritti del fanciullo, sull’indipendenza dei popoli coloniali, ecc.).
Le Dichiarazioni di principi non costituiscono una autonoma fonte di norme internazionali generali. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite non ha infatti poteri legislativi mondiali (suo atto tipico è la raccomandazione, atto avente mero valore di esortazione) e il carattere non vincolante delle sue risoluzioni è difeso con forza da una parte non indifferente dei suoi membri, come i Paesi occidentali. Se infatti l’Assemblea avesse poteri legislativi, i Paesi del Terzo mondo, che detengono la maggioranza in seno ad essa, disporrebbero del diritto internazionale generale.
Le Dichiarazioni svolgono un ruolo assai importante ai fini dello sviluppo del diritto internazionale, e del suo adeguamento alle esigenze di solidarietà e di interdipendenza sempre più sentite nel mondo di oggi. Non si tratta di accordare loro una forza vincolante che di per sé non hanno; si tratta di riconoscere il contributo che, con esse, l’Assemblea dell’ONU dà alla formazione del diritto internazionale.
Per quanto riguarda il diritto consuetudinario, le Dichiarazioni vengono in rilievo, ai fini della sua formazione, in quanto prassi degli Stati, in quanto somma degli atteggiamenti degli Stati che le adottano, e non come atti dell’ONU.
Passando al diritto pattizio, certe Dichiarazioni, o parti di Dichiarazioni, hanno valore di veri e propri accordi internazionali. Ci riferiamo a quelle Dichiarazioni che non solo enunciano un principio ma che in modo espresso ed inequivocabile ne equiparano l’inosservanza alla violazione della Carta o del diritto generale. Si pensi, ad es., alle risoluzioni sul genocidio, sull’indipendenza dei popoli coloniali, sul divieto di armi nucleari, sulla sovranità delle risorse naturali.
Tali dichiarazioni, avendo natura di accordi internazionali, vincolano soltanto gli Stati che le sostengono col loro voto, ossia gli Stati che col loro voto favorevole esprimono una sincera volontà di obbligarsi.
Le Dichiarazioni inquadrabili come accordi vanno propriamente considerate come accordi in forma semplificata.