Le generazioni cittadine

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Descrizione

È molto difficile spiegare perché è sorta una città. Il problema è stato affrontato distinguendo tra città spontanee e città fondate. Le città appartengono a generazioni diverse sia per le origini che per i tipi di sviluppo. Le cause che le hanno fatte nascere si possono ricondurre a tre categorie: motivi economici, funzioni politico-religiose, necessità difensive. Ogni città si trova marchiata in qualche misura dalla scelta iniziale.

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È molto difficile spiegare perché è sorta una città. Il problema è stato affrontato distinguendo tra città spontanee e città fondate.
Le città appartengono a generazioni diverse sia per le origini che per i tipi di sviluppo. Le cause che le hanno fatte nascere si possono ricondurre a tre categorie: motivi economici, funzioni politico-religiose, necessità difensive. Ogni città si trova marchiata in qualche misura dalla scelta iniziale.
I motivi economici sono i più frequenti. L'apparizione della città coincide con l'avanzamento della divisione del lavoro: si diversificano progressivamente le specializzazioni artigianali e commerciali ed entrano in gioco i trasporti a distanza e l'uso della moneta per gli scambi. L'accumulo di popolazione induce a impiantare i servizi necessari alla vita collettiva, e così nascono e si sviluppano le città "figlie del commercio". È questa la generazione delle città millenarie del Medio Oriente e del Mediterraneo, dell'India e della Cina.
Se in particolari aree comparve il fenomeno urbano, fu anche perché era favorito dalla religione. Per la maggior parte le città più antiche vennero edificate in primo luogo per la divinità e per il re che ne era il rappresentante. Molte delle città antiche erano centri di un potere teocratico in quanto governate da sovrani che apparivano investiti di un'autorità divina. Come centri religiosi, la loro importanza era rinforzata dalle pressioni della classe sacerdotale e, come centri economici, esse erano i principali mercati: erano i pilastri dell'economia e della società, i punti focali del potere e dell'autorità, i centri animatori dell'innovazione.
Dalla Mesopotamia l'idea di città si diffuse in diverse direzioni investendo l'isola mediterranea di Creta, dove Cnosso fu la pietra angolare del sistema di città della civiltà minoica. L'urbanizzazione dell'antica Grecia inaugura un nuovo periodo dell'evoluzione della città. Tra il VII e il VI secolo a.C. in Grecia si formava un sistema urbano di oltre 500 città.
Quando i Romani subentrarono ai Greci, il loro dominio incorpora non soltanto il litorale mediterraneo, ma anche una larga parte nell'interno dell'Europa e del Nordafrica. Il sistema urbano dell'Impero Romano fu il più grande mai sviluppato sulla Terra.
C'era già una tradizione urbana nella Penisola Italiana prima che Roma emergesse. Gli Etruschi avevano costruito città attorno ai templi collocati in siti eminenti. Queste città servivano come nodi per una civiltà agricola e commerciale fiorente.
Le città greche e le città romane furono grandi modelli di civiltà urbana grazie all’interpenetrazione delle terre e dei mari e all'importanza degli scambi commerciali nel bacino del Mediterraneo.
La seconda generazione comprende le città che sono state investite dal processo di rapido sviluppo suscitato dalla rivoluzione industriale: al forte accrescimento della popolazione si è accompagnata una profonda trasformazione dell'organismo urbano.
A questa seconda generazione appartengono molte città dell'Europa occidentale; esse hanno conosciuto nel corso della storia fortune diverse, ma quasi tutte hanno esplicato per secoli importanti funzioni. Molte città d'origine medievale manifestano l'importanza della religione con la chiesa madre affacciata sulla piazza centrale.
Le fonti storiche permettono di distinguere le città che erano già nel passato dei grandi agglomerati in forza delle loro funzioni politiche e commerciali, da quelle che furono destate dal processo di industrializzazione. Sia le une che le altre hanno assunto un prodigioso sviluppo a partire dalla seconda metà del secolo scorso. Le città hanno dovuto adattarsi alla crescita esplosiva delle fabbriche, all'espansione del sistema dei trasporti e alla costruzione di casamenti per la manodopera.
La terza generazione è quella delle città figlie della rivoluzione industriale, sorte in funzione della nascita e dello sviluppo di industrie. Le città generate dalla prima rivoluzione industriale erano legate alle miniere di carbone e all'abbondanza d’acqua.
Alla terza generazione sono da ascrivere anche le città dei "paesi nuovi", cioè paesi di recente valorizzazione, che non hanno conosciuto un urbanesimo preindustriale. Queste città sono moderne fin dalla nascita e si assomigliano tutte, in quanto edificate secondo gli stessi canoni.
La generazione delle città dei "paesi in via di sviluppo" può talvolta risalire i secoli o i millenni; ma più spesso si tratta di città coloniali la cui nascita fu determinata dall'espansione dell'economia europea nel quadro dell'organizzazione dei mercati mondiali. Uno Stato per mantenere e valorizzare i territori conquistati vi impianta accantonamenti di truppe e vi organizza dei centri amministrativi e commerciali. Le moderne potenze coloniali fondarono e valorizzarono soprattutto dei centri nodali, da cui potevano esercitare il loro controllo politico ed economico.
Una generazione particolare è quella delle città principesche e delle capitali create. La città principesca ha un carattere di grandiosità poiché esprime un desiderio di prestigio. Fa parte di una scelta politica la decisione di edificare una nuova capitale.
È frutto di una programmazione socio-politica la formula delle new towns, intesa a creare nuove città in cui la vita risulti più facile e più felice, fuori dalla congestione della metropoli.
Le funzioni che presiedettero alla nascita di una città evolvono nel tempo e possono andare incontro ad alterne fortune o al declino. Le città possono anche scomparire del tutto in seguito a cataclismi naturali, a distruzioni belliche, a rovesci economici e politici. La crescita di una città può anche bloccarsi per l'espansione di una metropoli troppo vicina.