Le imposte dirette

Appunto audio Durata: 3 min 4 sec
Descrizione

L’IRPEF, introdotta con la riforma del ‘71, è considerata l’imposta diretta in assoluto più importante sia perché da sola provvede i due terzi del gettito delle imposte dirette, sia perché è l’imposta che, almeno in teoria, meglio si presta a realizzare il principio dell’efficienza e dell’equità: efficienza perché il reddito nazionale di un paese si risolve nella somma dei redditi di tutti i cittadini e quindi, colpendo il reddito personale si colpisce la misura più rappresentativa della capacità contributiva; equità perché, con la possibilità di variare le aliquote a seconda del reddito, si può facilmente obbedire all’indicazione della Costituzione “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” (art.53).

Tipologia

Università

Testo completo

L’IRPEF, introdotta con la riforma del ‘71, è considerata l’imposta diretta in assoluto più importante sia perché da sola provvede i due terzi del gettito delle imposte dirette, sia perché è l’imposta che, almeno in teoria, meglio si presta a realizzare il principio dell’efficienza e dell’equità:
efficienza perché il reddito nazionale di un paese si risolve nella somma dei redditi di tutti i cittadini e quindi, colpendo il reddito personale si colpisce la misura più rappresentativa della capacità contributiva;
equità perché, con la possibilità di variare le aliquote a seconda del reddito, si può facilmente obbedire all’indicazione della Costituzione “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” (art.53).
L’imposta personale sul reddito nasce e si sviluppa nella seconda parte del secolo scorso nei più importanti Paesi europei e nord americani (Francia, Germania, Usa, etc.), dove affianca e gradualmente sostituisce i sistemi di imposizione reale1, che colpivano separatamente i vari cespiti (lavoro, capitale, terra, etc.).
Le caratteristiche dell’imposta sono:
la generalità della base imponibile;
la progressività2, che ha l’obiettivo di realizzare la perequazione dei redditi;
i fattori di personalizzazione, che graduano l’onere della tassazione in relazione alle condizioni sociali e famigliari del soggetto passivo;
la discriminazione nel trattamento dei redditi in relazione alla fonte (lavoro dipendente, lavoro autonomo e d’impresa, capitale, immobili, etc.);
la presenza di deduzioni dalla base imponibile e di detrazioni dall’imposta per spese sostenute dai contribuenti (sanità, istruzione, previdenza), ritenute meritorie e per questo in parte finanziate dallo Stato.
A partire dal 1998 l’imposta personale sul reddito ha visto modificazioni nella normativa di una certa importanza. Gli interventi realizzati nella tassazione personale del reddito hanno avuto soprattutto l’obiettivo di assicurare coerenza interna e razionalità al sistema tributario attraverso l’introduzione dell’Irap, la nuova imposta sul valore aggiunto destinata a realizzare il decentramento tributario, e le modifiche intervenute nel sistema di tassazione del reddito d’impresa e del reddito da capitale. La riforma prevista dalla legge delega 80/2003 ha adottato in linea di principio (ma è ancora incerto quando essa entrerà in vigore) un modello vicino alla Flat Rate Tax, articolato su due sole aliquote (23% e 33%) e su un sistema di deduzioni modulato in funzione di obiettivi specifici.