Le osteocondrosi

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Descrizione

Il termine di osteocondrosi indica un processo degenerativo-necrotico che interessa i nuclei di ossificazione epifisari e apofisari e pertanto coinvolge l'osso neoformato e la cartilagine circostante. Il processo è probabilmente causato da una turba del circolo arterioso, con conseguente ischemia e necrosi cellulare più o meno diffusa, e si manifesta nei periodi di maggior richiesta funzionale da parte delle cellule. Si parla anche di necrosi asettica perché l'etiologia esclude una infezione ma chiama in causa processi asettici, ancora non del tutto chiari.

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Il termine di osteocondrosi indica un processo degenerativo-necrotico che interessa i nuclei di ossificazione epifisari e apofisari e pertanto coinvolge l'osso neoformato e la cartilagine circostante.
Il processo è probabilmente causato da una turba del circolo arterioso, con conseguente ischemia e necrosi cellulare più o meno diffusa, e si manifesta nei periodi di maggior richiesta funzionale da parte delle cellule.
Si parla anche di necrosi asettica perché l'etiologia esclude una infezione ma chiama in causa processi asettici, ancora non del tutto chiari.
Non è escluso che vi siano squilibri endocrini predisponenti e che l'agente scatenante sia un trauma o una serie di piccoli traumi; certamente però si verifica un danno alle arterie epifisarie che sono del tipo terminale e penetrano in corrispondenza delle inserzioni della capsula articolare.
Come conseguenza del processo necrotico, il nucleo interessato può essere deformato dal carico che normalmente deve sopportare per schiacciamento o per trazione.
La malattia ha un decorso benigno, per cui l'ossificazione riprende normalmente; possono però permanere le deformità da schiacciamento che si verificano nella fase iniziale della necrosi.
I nuclei epifisari ed apofisari in corso di ossificazione possono tutti essere interessati da questo processo; ve ne sono però alcuni che, per la situazione funzionale e per la costituzione anatomica, sono più frequentemente colpiti con conseguenze cliniche di rilievo.
Le modificazioni anatomo-patologiche sono caratteristiche e si ripetono in tutte le osteocondrosi in modo quasi sovrapponibile.
Nella fase iniziale si osserva un processo necrotico a carico della cellula ossea e della cartilagine circostante; l'osso diventa più denso per l'accumulo di sali di calcio e per lo schiacciamento delle sue trabecole; successivamente si assiste ad un accumulo di cellule del sistema reticolo-endoteliale, nel contesto del tessuto necrotico, mentre si vanno riformando i vasi intraossei.
Compaiono poi ancora gli osteoblasti che ricostituiscono la matrice ossea che lentamente va incontro ad una nuova calcificazione.
L'intero processo ha una durata complessiva di 18-24 mesi circa e l'osso neoformato è del tutto simile a quello normale per cui l'intero processo ha un'evoluzione benigna, mentre la forma della nucleo epifisario può risultare modificata in conseguenza degli schiacciamenti subiti.
Ricordiamo in modo particolare le osteocondrosi:
- della testa femorale (m. di Perthes)
- della tuberosità tibiale anteriore (m. di Osgood- Schlatter)
- del calcagno (m. di Haglund)
- dello scafoide tarsale ( m. di Köhler I)
- della testa del II metatarso (m. di Köhler II)
- del semilunare (m. di Kienbock)
- della colonna vertebrale
- vertebra plana (m. di Calvè)
- dorso curvo giovanile (m. di Scheuermann).