Liquidazione, controlli e accertamento di imposta

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Descrizione

Il rapporto giuridico d’imposta è un rapporto obbligatorio che si instaura tra privato e amministrazione finanziaria al verificarsi del presupposto di fatto. Tale rapporto non comporta in capo al contribuente il semplice obbligo del pagamento del tributo, bensì tutta una serie di “adempimenti” collaterali quali ad esempio il dovere di dichiarazione. I regimi contabili ai fini delle imposte dirette sono il regime di contabilità ordinaria ed il regime di contabilità semplificata. Il regime di contabilità ordinaria può riguardare sia le imprese che gli esercenti arti e professioni.

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Testo completo

Il rapporto giuridico d’imposta è un rapporto obbligatorio che si instaura tra privato e amministrazione finanziaria al verificarsi del presupposto di fatto. Tale rapporto non comporta in capo al contribuente il semplice obbligo del pagamento del tributo, bensì tutta una serie di “adempimenti” collaterali quali ad esempio il dovere di dichiarazione.
I regimi contabili ai fini delle imposte dirette  sono il regime di contabilità ordinaria ed il regime di contabilità semplificata
Il regime di contabilità ordinaria può riguardare sia le imprese che gli esercenti arti e professioni.
Il regime di contabilità ordinaria si applica obbligatoriamente alle imprese che nell’anno solare precedente abbiano realizzato un volume d’affari superiore ad € 309.874,14 o ad € 516.456,90 a seconda che abbiano per oggetto prestazioni di servizi o altre attività, nonché alle società di capitali o enti pubblici o privati che esercitano esclusivamente o principalmente attività commerciale, indipendentemente dal volume d’affari realizzato. Il regime di contabilità ordinaria può, inoltre, essere tenuto da tutte le altre società di persone e imprese individuali che, pur non avendo superato i suddetti limiti (cd. imprese minori), abbiano optato per tale regime. L’opzione, da esercitare in sede di dichiarazione IVA, ovvero di dichiarazione unificata da presentare successivamente alla scelta operata, è valida fino a revoca e comunque è vincolante per un triennio, nel caso di regimi di determinazione dell’imposta e un anno nel caso di regimi contabili. Le scritture contabili da tenere sono le seguenti:
libro giornale : il libro giornale è un supporto contabile sul quale devono essere rilevate cronologicamente tutte le operazioni relative all’esercizio dell’impresa. E’ consentito l’uso anche di giornali sezionali per assecondare le esigenze di decentramento e scomposizione della gestione dell’impresa, a condizione però che i dati contenuti in ciascun sezionale siano riepilogati nel libro giornale destinato ad accogliere le scritture generali di rettifica e di assestamento dell’impresa. Il libro giornale può essere composto sia da pagine rilegate sia da fogli mobili.
libro inventari: l’inventario deve redigersi all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno, entro 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. L’inventario deve contenere l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all’impresa; ai fini civilistici, per il solo imprenditore individuale, l’inventario deve contenere l’indicazione delle attività e delle passività dell’imprenditore estranee all’impresa. Le voci che compongono la consistenza patrimoniale devono essere raggruppate per categorie omogenee per natura e valore. Il raggruppamento in categorie omogenee per natura implica che i beni devono appartenere allo stesso genere ancorché di diverso tipo; il riferimento al valore è invece rivolto ai beni aventi identico contenuto economico in base al valore normale riferito al momento in cui si procede al raggruppamento.
libro mastro: tra le altre scritture contabili richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa rientra il libro mastro, formato dall’insieme delle schede contabili accese ai diversi conti che compongono il piano dei conti, e che assolve alla funzione di riclassificare sistematicamente nei diversi conti i valori delle operazioni rilevate cronologicamente nel libro giornale. Le scritture ausiliarie non sono sottoposte ad alcuna formalità, non essendo richiesta nè la numerazione, nè la vidimazione iniziale.
Per quanto attiene agli artisti e professionisti il regime semplificato è divenuto il loro regime naturale dal 1997. È comunque data loro facoltà di optare per il regime ordinario: l’opzione è valida per almeno un triennio nel caso di regimi di determinazione dell’imposta e un anno nel caso di regimi contabili e, salvo revoca, si rinnova automaticamente di anno in anno. Qualora si opti per la contabilità ordinaria le scritture contabili da tenere sono le seguenti:

registro cronologico delle operazioni attive e passive e delle movimentazioni finanziarie (giornalmastro in partita semplice);
registro dei cespiti ammortizzabili (a meno che le relative annotazioni non siano effettuate nel registro IVA acquisti);
registri ai fini IVA.

Il regime di contabilità semplificata si applica alle imprese cosiddette “minori”. Sono considerate imprese minori le imprese individuali e le società di persone i cui ricavi, conseguiti nel periodo d’imposta precedente, non eccedono 360 milioni di lire per le attività di prestazione di servizi e 1 miliardo per le altre attività. Nel caso vengano esercitare più attività, si fa riferimento a quella prevalente in termini di ricavi. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi, si considerano prevalenti le attività diverse dalla prestazione di servizi.
Con il regime semplificato è possibile tenere solo i registri ai fini IVA (oltre ovviamente quelli dei dipendenti, se esistenti) integrati con le informazioni estranee all’IVA, ma necessarie per il calcolo del risultato fiscale d’esercizio
Esercenti arti o professioni
Il regime di contabilità semplificate costituisce il regime contabile naturale per gli esercenti arti o professioni, purché non abbiamo optato per la tenuta della contabilità ordinaria. L’eventuale opzione, da esercitarsi in sede di dichiarazione IVA o di dichiarazione unificata, vincola sino a revoca e comunque per almeno un anno.
Nell’ipotesi in cui l’opzione riguardi, invece, il regime di determinazione dell’imposta è vincolante per un triennio. Tali soggetti sono obbligati (e con loro le società o associazioni tra artisti e professionisti che svolgono in forma associata arte o professione) alla tenuta dei registri IVA (registro delle parcelle emesse e registro degli acquisti) e del registro degli incassi e dei pagamenti sul quale devono annotare in ordine cronologico le somme percepite sotto qualsiasi forma e denominazione nell’esercizio della propria attività e le spese inerenti l’esercizio della professione o dell’arte delle quali chiede la deduzione analitica nonché il valore dei beni per i quali si deducono le quote d’ammortamento.
Tuttavia il registro degli incassi e dei pagamenti può essere eliminato avendo cura di annotare nei registri IVA le operazioni non soggette all’imposta sul valore aggiunto e, a fine anno, l’ammontare globale delle somme non pagate e non incassate nell’anno.