Lo screening ortopedico nei primi anni di vita

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Descrizione

Nei primi anni di vita lo scheletro e tutto l'apparato locomotore si modificano molto rapidamente, sia come forma che come struttura, oltre che come dimensioni. Durante questo periodo si possono verificare irregolarità di crescita ed alterazioni strutturali, ma si può anche assistere ad una loro spontanea correzione. Sfruttando la plasticità dello scheletro durante la crescita, in presenza di alterazioni di struttura e di forma possiamo, entro certi limiti, favoriti dal rapido spontaneo accrescimento, guidare la crescita, correggendo dall'esterno alcune malformazioni.

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Nei primi anni di vita lo scheletro e tutto l'apparato locomotore si modificano molto rapidamente, sia come forma che come struttura, oltre che come dimensioni.
Durante questo periodo si possono verificare irregolarità di crescita ed alterazioni strutturali, ma si può anche assistere ad una loro spontanea correzione.
Sfruttando la plasticità dello scheletro durante la crescita, in presenza di alterazioni di struttura e di forma possiamo, entro certi limiti, favoriti dal rapido spontaneo accrescimento, guidare la crescita, correggendo dall'esterno alcune malformazioni.
E' necessario che si conoscano bene le modificazioni fisiologiche perché possa essere espresso il dubbio di trovarsi di fronte a malformazioni o deformazioni, avvenute durante la crescita, ed è importante fare diagnosi precocemente affinché la deformazione possa essere prevenuta piuttosto che curata.
Le alterazioni dell'apparato locomotore, sia congenite che acquisite, possono essere distinte, dal punto di vista clinico, in alterazioni di facile diagnosi, alterazioni di difficile diagnosi alla nascita ed alterazioni per cui la diagnosi precoce non è possibile.
Fra le alterazioni congenite di facile diagnosi vanno ricordati il piede torto ed altre deviazioni assiali, le alterazioni per difetto o per eccesso, come le focomelie, le polidattilie, alcune forme di nanismo e tutte le gravi anomalie che sono ben visibili dall'esterno.
Le alterazioni congenite la cui diagnosi è difficile, ma possibile, comprendono la displasia congenita dell'anca, la pseudo-artrosi congenita di tibia, alcune forme di piede torto, come il metatarso varo, la neurofibromatosi ed altre malattie generali dell'apparato muscolo scheletrico, che durante il successivo sviluppo del bambino si rendono più evidente e quindi più facilmente diagnosticabili.
Le alterazioni congenite non diagnosticabili alla nascita comprendono la spina bifida occulta, la spondilolisi, alcune forme di scoliosi congenita, alcune alterazioni per difetto o per eccesso che non coinvolgano l'aspetto esterno degli arti ed altre patologie che diventano tali in rapporto all'aumento del carico ed in rapporto all'aumento delle richieste funzionali, come le lesioni del menisco ipertrofico o discoide. Queste si rendono manifeste, per successiva sintomatologia clinica, durante l'accrescimento.
Fra le alterazioni acquisite, sono facilmente diagnosticabili le artriti settiche del neonato e del bambino e la maggior parte delle forme settiche, le fratture dello scheletro, la maggior parte delle lesioni delle parti molli, come il torcicollo miogeno ed alcuni tumori con espansione verso l'esterno.
Sono invece difficilmente diagnosticabili, a volte anche a distanza di alcuni mesi o anni dalla loro comparsa, alcuni tumori benigni (a volte anche maligni) dello scheletro (come le cisti ossee, i condromi ed alcuni condrosarcomi), alcune lesioni osteo cartilaginee, come le osteocondrosi giovanili in fase presintomatica, le spondilolisi e spondilolistesi postraumatiche, le epifisiolisi dell'anca.
Non sono assolutamente diagnosticabili e la diagnosi viene fatta generalmente in modo casuale o per sopraggiunte deformità tardive, alcune osteocondrosi giovanili ed alcuni tumori benigni dello scheletro.
Per questo motivo è necessario uno screening precoce e ripetuto nel tempo, affinché vengano diagnosticate tutte le alterazioni la cui diagnosi è difficile, ma possibile, e tutte le alterazioni, anche di impossibile diagnosi precoce, quando iniziano a diventare sintomatiche, prima di provocare danni difficilmente riparabili.
Poiché la maggior parte delle malattie ortopediche ha un'età di comparsa caratteristica, che solitamente coincide o con la nascita o con i periodi di più rapido sviluppo scheletrico, lo screening ortopedico deve essere raccomandato in queste età caratteristiche. Sarebbe anzi auspicabile che il pediatra e/o il medico scolastico, procedessero ad un primo approfondito esame clinico del paziente. In questo modo si è certi di cogliere sul nascere la maggior parte delle deformazioni scheletriche e soprattutto le più frequenti e quelle che possono dare conseguenze più gravi, con una semplice visita accurata del paziente, eventualmente completata da esami strumentali, richiesti dallo stesso pediatra o dallo specialista ortopedico.
Importante, nel controllo clinico del bambino in accrescimento, è aver sempre presenti le variazioni fisiologiche della colonna e degli arti.
La colonna, atteggiata in ampia ma lieve cifosi alla nascita, acquista la lordosi cervicale e poi quella lombare prima dell'inizio della deambulazione e le accentua quando il bambino assume la stazione eretta; iperlordosi lombare è frequente, pur ai limiti del fisiologico, nel bambino di 2 - 3 anni, specie se in sovrappeso, per la fisiologica insufficienza dei muscoli addominali.
Il ginocchio, varo alla nascita, diventa gradualmente valgo dopo l'inizio della deambulazione per poi assumere un atteggiamento corretto attorno ai tre anni di età. Il ginocchio valgo è patologico quando è di 4° grado (cioè quando la distanza intermalleolare è superiore ai cm 7,5); è patologico anche se è di 3° grado (distanza intermalleolare tra cm 5 e cm 7,5) dopo i 3 anni di età e quando è di 2° grado (distanza intermalleolare tra cm 2,5 e cm 5) dopo i 6 anni di età. Il ginocchio varo è sempre patologico dopo il 1° anno di vita.
Anche il piede piatto, espressione fisiologica durante l'accrescimento, è patologico se è di 3° grado (l'impronta plantare deborda medialmente) ed è rigido, dopo i 3 anni; il piede piatto di 2° grado è patologico soltanto quando è rigido, cioè non correggibile attivamente e difficilmente correggibile passivamente.
Fatte queste premesse, e tenendo conto di queste osservazioni, l'indagine clinica deve essere indirizzata, per ogni età, allo studio di quei parametri che si modificano più rapidamente in quella determinata età.