Marco Aurelio

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Descrizione

Era nato da una famiglia che contava alcuni consoli tra i suoi antenati, e che era imparentata con Traiano e con Adriano. Della sua infanzia e della sua formazione sono da ricordare tre aspetti: - Adriano lo notò molto presto, e gli attribuì onori eccezionali: a soli 6 anni, è diventato cavaliere, poi è stato adottato da Antonino: a 18 anni sapeva dunque che sarebbe diventato capo dello Stato.

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Testo completo

Era nato da una famiglia che contava alcuni consoli tra i suoi antenati, e che era imparentata con Traiano e con Adriano. Della sua infanzia e della sua formazione sono da ricordare tre aspetti:
- Adriano lo notò molto presto, e gli attribuì onori eccezionali: a soli 6 anni, è diventato cavaliere, poi è stato adottato da Antonino: a 18 anni sapeva dunque che sarebbe diventato capo dello Stato;
- nella sua infanzia fu educato come un Principe: ebbe 19 professori in totale, uno tra essi Frontone, che gli insegnava retorica latina, e restò al suo servizio fino alla morte);
- durante il regno di Antonino effettuò un cursus honorum accelerato: restò nell’entourage dell’imperatore, sposò sua figlia, dalla quale ebbe 14 figli, ricevette la potestà tribunizia e l’imperium proconsolare.
Quello che mancò all’imperatore durante la sua giovinezza fu la pratica militare: nessun comando, nessun giro nelle province, nessun governo. Per questo motivo, trovandosi come imperatore a dover combattere su diversi fronti, Marco Aurelio, di salute fragile, consumò tutte le sue forze. E lui, che sognava solo biblioteche, dovette passare la maggior parte del suo comando a vivere tra i soldati: su 19 anni di regno, dal 161 al 180 d.C., 17 anni di campagne militari.
Insieme con Marco Aurelio, Antonino aveva adottato anche un bambino di 7 anni, che aveva lavorato con gli stessi maestri di Marco Aurelio, ma i risultati non erano stati gli stessi. Era solido e gioioso, amava la vita, ma tra i due fratelli, Marco Aurelio e Lucio Vero, Antonino preferì il primo, suo nipote acquisito. Vero, invece, rimase nell’ombra per molto tempo.
Ma Marco Aurelio ottenne di associarlo al suo potere con il titolo di Cesare; Vero aveva pari poteri dell’imperatore, eccezion fatta per il pontificato massimo, che poteva essere rivestito solo da una persona. Per la prima volta, allora, alla testa dell’impero si aveva una collegialità.
Tuttavia, Marco Aurelio conservò sempre la sua preminenza nei confronti del fratello.
A partire dalla salita sul trono di Marco Aurelio, l’impero precipitò in un periodo in cui riapparvero guerre brutalmente su tutti i fronti, ma il grande problema all’inizio del regno fu in Oriente:
- Guerra contro i Parti: il re del popolo dei Parti scatenò una doppia offensiva, prima in Armenia e poi in Siria. Le legioni romane furono battute. La replica fu consequenziale: Lucio Vero spedì alcune nuove legioni, che mise alla guida di generali di valore come Avidio Cassio. In questo modo, l’Armenia fu riconquistata e i Parti cacciati dalla Siria. Nel 166 fu conclusa una pace con i Parti che ebbe come conseguenze:
- un grande comando militare in Egitto fu affidato ad Avidio Cassio;
- dall’Oriente venne portata in Occidente la peste dall’esercito.
Lo stesso anno Marco Aurelio spedì alcune legioni nel nord dell’Italia, dove si presentava un nuovo pericolo, sul Danubio, questa volta. L’imperatore annunciò che sia lui che Lucio Vero avrebbero dovuto lasciare la capitale.
- Guerre danubiane: mal conosciute, trovarono la loro origine nei lenti movimenti dei popoli germanici. Per ragioni di sovrappopolazione i Germani di Scandinavia si erano messi in marcia verso il sud, premendo sui Germani dell’Europa orientale e centrale. Ai loro occhi, una sola soluzione: rifugiarsi nell’impero romano con le buone o con le cattive.
Ne seguirono parecchie guerre, «fluttuanti» secondo gli storici, che si possono raggruppare in due serie, dal 167 al 175 e dal 177 al 180, separate da un periodo di calma precaria tra il 175 e il 177.
Nonostante le guerre furono la preoccupazione maggiore per Marco Aurelio durante il suo regno, non fu assolutamente trascurata la direzione dell’Impero.
- Per quanto riguarda la direzione degli affari,  Marco Aurelio si ispirò alla condotta di Antonino; intrattenne buoni rapporti con il Senato; e si assistette alla continua ascesa dei funzionari equestri; fu confermato il Consiglio imperiale; Marco Aurelio lavorò anche per risolvere i problemi fiscali con numerosi tentativi; promosse spesso uomini di talento ma di modesta origine sociale o provinciale (come Pertinace o Pescennio Nigro); estese la legislazione imperiale, durante il regno ci furono più di 300 testi di legge, e più della metà riguardava donne, bambini e schiavi.
- L’avvento di Avidio Cassio, che si fece proclamare imperatore usurpando il potere, avvenne a causa del fatto che l’imperatore gli aveva affidato un comando superiore nelle province orientali. L’esercito, comunque, restò leale, e non ci fu guerra civile.
- I martiri cristiani: i regni precedenti ne avevano conosciuti alcuni, ma non ebbero la stessa fama delle vittime sotto Marco Aurelio. Da Traiano e Adriano, la politica nei confronti dei Cristiani non era cambiata: in teoria il governatore doveva condannare ogni cristiano denunciato in modo anonimo, che persisteva nella sua fede; in pratica, siccome l’iniziativa non venne mai dal potere pubblico, non ci fu né persecuzione generale né ricerca sistematica dei Cristiani. L’imperatore, tuttavia, non provava alcuna simpatia per i Cristiani, esattamente come la maggior parte degli intellettuali dell’epoca.