Metodica di Graf

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Descrizione

La metodica oggi più diffusa per la displasia dell'anca, perlomeno nei paesi europei, è quella di Graf, che è il risultato di una larga ricerca, volta ad ottenere il risultato più preciso per le singole anche. La tecnica di Graf può essere riassunta in tre fasi fondamentali: - Riconoscimento della sezione ecografica corretta; - Descrizione delle varie parti dell'articolazione; - Tipizzazione. Il riconoscimento della sezione ecografica corretta fa parte dei compiti dell'ecografista, che deve eseguire una sezione ecografica diretta, perpendicolarmente al piano cutaneo, verso il centro della cavità acetabolare; in questo modo sono riconoscibili tutti e tre i punti fondamentali: il profilo laterale dell'ileo (deve essere rettilineo), il margine inferiore dell'ileo e il labrum.

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La metodica oggi più diffusa per la displasia dell'anca, perlomeno nei paesi europei, è quella di Graf, che è il risultato di una larga ricerca, volta ad ottenere il risultato più preciso per le singole anche.
La tecnica di Graf può essere riassunta in tre fasi fondamentali:
- Riconoscimento della sezione ecografica corretta;
- Descrizione delle varie parti dell'articolazione;
- Tipizzazione.
Il riconoscimento della sezione ecografica corretta fa parte dei compiti  dell'ecografista, che deve eseguire una sezione ecografica diretta, perpendicolarmente al piano cutaneo, verso il centro della cavità acetabolare; in questo modo sono riconoscibili tutti e tre i punti fondamentali: il profilo laterale dell'ileo (deve essere rettilineo), il margine inferiore dell'ileo e il labrum.
La descrizione delle varie parti dell'articolazione deve rilevare la centratura della testa femorale nella cavità, la conformazione ossea dell'acetabolo (buona, sufficiente, scarsa, insufficiente), del margine acetabolare (angolato, smusso, arrotondato, appiattito), della cartilagine acetabolare (sottile o spessa, avvolgente o poco avvolgente, in sede normale o dislocata in alto, strutturalmente normale o alterata).
La tipizzazione, infine, ha lo scopo di riportare a valori numerici (gli angoli, il Tipo) il giudizio complessivo sull'aspetto ecografico di un'anca, facilitando così la comprensione chiara ed immediata dello stato dell'articolazione. La tipizzazione viene eseguita tracciando tre linee: linea di base, linea acetabolare e linea dell'asse cartilagineo. E misurando due angoli: l'angolo alfa e l'angolo beta.
La linea di base o linea fondamentale è tracciata lungo una linea di contatto tra cartilagine acetabolare ed osso, tra il punto di inserzione della capsula articolare sull'osso iliaco ed il margine acetabolare. La linea acetabolare è tracciata tra il margine inferiore dell'ileo ed il margine acetabolare: la sua inclinazione rappresenta l'obliquità del tetto acetabolare; l'intersezione di queste due linee delimita un angolo, chiamato alfa, che esprime il grado di sviluppo osseo dell'acetabolo e definisce il Tipo di anca (I, II, III, IV).
La linea dell'asse cartilagineo viene tracciata unendo il margine acetabolare con il labrum: la sua inclinazione esprime l'inclinazione del tetto cartilagineo; l'intersezione della linea dell'asse cartilagineo con la linea di base delimita l'angolo beta, che esprime il grado di sviluppo cartilagineo dell'acetabolo e definisce stadi diversi all'interno dello stesso Tipo.
L'esame può essere completato dalla prova dinamica, che consiste nell'osservare le modificazioni dei rapporti articolari nei movimenti passivi dell'anca.
Nella valutazione dell'esame ecografico si deve tenere conto dell'età del bambino perché l'anca del neonato può presentare aspetti di immaturità, normali per l'età.
L'esame radiografico del bacino deve essere eseguito quando residuano dubbi dall'esame ecografico, nel corso del trattamento, e tra il 4° e il 6° mese di vita, quando i nuclei di ossificazione delle teste femorali saranno quasi certamente comparsi.