Morfologia urbana: aree di gravitazione e di influenza

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Descrizione

Tradizionalmente si individuano tre grandi tipologie di città basate sulla forma geometrica del reticolo viario: a scacchiera, radiocentrica, e lineare. Rimangono fuori da questa rudimentale classificazione sia certe forme regolari particolari (poligonali, miste quadrangolari e triangolari, stellari) sia forme apparentemente irregolari o addirittura labirintiche. Le classificazioni geometriche fanno capire i processi storico-geografici di una città: esempio la pianta a scacchiera rivela un’origine romana o un’origine “franca” medievale.

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Tradizionalmente si individuano tre grandi tipologie di città basate sulla forma geometrica del reticolo viario: a scacchiera, radiocentrica, e lineare.
Rimangono fuori da questa rudimentale classificazione sia certe forme regolari particolari (poligonali, miste quadrangolari e triangolari, stellari) sia forme apparentemente irregolari o addirittura labirintiche.
Le classificazioni geometriche fanno capire i processi storico-geografici di una città: esempio la pianta a scacchiera rivela un’origine romana o un’origine “franca” medievale.
Inoltre è difficile che una città presenti una morfologia omogenea. In genere morfologie diverse si sono giustapposte e talvolta sovrapposte nel corso della storia, dando luogo a cesure e discontinuità nel tessuto urbano.
Sovente la forma della pianta muta con i confini amministrativi delle diverse municipalità o passando da parti regolate da piani urbanistici a parti di urbanizzazione spontanea.
Il termine “area di attrazione o di gravitazione” si riferisce alle funzioni di una città che generano spostamenti pendolari di popolazione da altre località.
Tra questi sono particolarmente importanti i flussi di pendolarità giornalieri per lavoro o studio, o quelli che riguardano funzioni commerciali e di servizio, a cui accede normalmente la grande maggioranza della popolazione.
L’area di attrazione si delimita dividendo il territorio in tante località e comprendendovi tutte quelle da cui hanno origine flussi abituali di persone verso la città stessa. Se queste località sono contigue o quasi, l’area sarà unica e disposta attorno alla città considerata. In altri casi l’area di gravitazione potrà essere discontinua e anche non adiacente alla città
Ogni località urbana x, in cui è presente la funzione attrattiva considerata, attirerà più popolazione propria e delle altre località y, quanto più sarà grande la sua offerta di quella funzione e quanto più le altre località saranno vicine.
Se consideriamo una data x, avremo allora un’area circostante più ristretta dove essa eserciterà un’attrazione esclusiva, poi un’area dove la sua attrazione si esercita assieme a quella di altre x, ma è prevalente su di esse.
Col crescere della distanza tale prevalenza cesserà e infine cominceremo a trovare delle x che non gravitano più. Questo è il limite massimo.
L’area di influenza di una città differisce dalla semplice area di attrazione, in quanto riguarda funzioni e interazioni che non necessariamente generano movimenti pendolari.
Si tratta piuttosto di funzioni culturali e direzionali, come lo storico dominio sul contado attraverso il possesso della terra da parte della classe borghese urbana, l’irraggiamento di innovazioni e idee, e l’influenza ideologica.
L’area di influenza della città ha caratteristiche analoghe a quelle dell’area di attrazione.